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Questo articolo è stato pubblicato il 17 giugno 2012 alle ore 15:59.

Il premier Mario Monti è partito oggi pomeriggio alle 15 da Milano alla volta di Los Cabos, in Messico, per partecipare alla sua prima riunione del G20 da presidente del Consiglio. Un viaggio molto lungo durante il quale il satellitare dell'Airbus dell'Aeronautica militare squillerà più volte, soprattutto per aggiornare il premier sull'esito del voto in Grecia. Un voto, ha tenuto a precisare lo stesso Monti parlando sabato a Bologna, che «non deve andare male» nel senso che deve confermare la volontà dei greci di rimanere nell'Euro facilitando l'opera di chi, come Italia e Francia, intende sostenere gli sforzi di Atene.
Come al G8 di Camp David il mese scorso (e perfino al vertice Nato di Chicago) la crisi dell'Eurozona e i rischi di contagio sull'economia globale saranno al centro dei lavori del G20 al quale parteciperanno anche la cancelliera tedesca Angela Merkel, il nuovo presidente francese Francois Hollande e il premier spagnolo Mariano Rajoy, i tre protagonsti dell'incontro organizzato a Roma per venerdì prossimo in vista del Consiglio europeo di fine mese a Bruxelles.
Quasi fatalmente tutti gli occhi al G20 saranno puntati su Grecia e Spagna ma in parte anche sull'Italia considerata una possibile vittima di attacchi speculativi. Monti è apparso tranquillo sabato a Bologna quando ha detto che «l'Italia ce la farà ma non perché lo dice la Merkel" strappando molti applausi dalla folla che partecipava alla convention di Repubblica. L'Italia, ha aggiunto Monti, «non avra' bisogno di alcuna trojka» ossia di un commissariamento da parte di osservatori del Fondo monetario, della Bce e della Ue. I risultati raggiunti a sette mesi di distanza dal G20 di Cannes (l'ultimo che ha visto la presenza di Berlusconi) hanno rafforzato in Monti la convinzione che «era giusto rifiutare gli aiuti internazionali come qualcuno consigliava» e procedere sulla strada delle riforme anche se legate alle sorti di «questa strana, generosa, temporanea maggioranza». Ad esempio, non è un mistero che il premier ambirebbe a presentarsi a Bruxelles il 28 con l'approvazione già avvenuta della riforma del mercato del lavoro ma il vicepresiedente della Camera Maurizio Lupi (Pdl) ha detto di prevedere tempi molto più lunghi.
La partita si giocherà in gran parte il 22 a Roma. Lì si capirà, ad esempio, quali margini esistono per fare breccia nelle posizioni tedesche e se ha qualche chance di concretizzarsi l'ipotesi italo-francese di creare un cordone sanitario antispread (una sorta di nuovo serpente monetario) per difendere quei Paesi che hanno fatto riforme come l'Italia ma si trovano esposti ai venti della speculazione.
Di sicuro Monti si presenterà al G20 messicano portando i risultati delle cose fatte come testimonia il risultato del G20 Research Group dell'Università di Toronto che, in collaborazione con l'alta scuola di Economia di Mosca, ha monitorato le performance dei Membri G20 sull'attuazione degli impegni assunti a Cannes nel novembre 2011.
Dei 282 impegni sottoscritti il Centro di ricerca ha analizzato soprattutto 16 capitoli prioritari che vanno dalla macroeconomia alla flessibilita' dei tassi di interesse, dalle riforme delle regole di Basilea alle riforme del settore finanziario in termini di regole e maggiore trasparenza, dalla governance del Fondo monetario alla lotta alla disoccupazione, dalla lotta al protezionismo allo sviluppo all'energia. Ebbene, valutati tutti questi parametri, l'Italia risulta al terzo posto nella classifica dei Paesi più virtuosi con uno "score" del 90% dopo il Regno Unito (93,5%) e l'Unione europea nel suo complesso (92,5%) e prima del Canada (86,5%), della stessa Germania (83,5%) e della Francia (80%). Non male come biglietto da visita di Monti per il suo primo G20.
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