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Questo articolo è stato pubblicato il 25 giugno 2012 alle ore 18:30.
L'ultima modifica è del 25 giugno 2012 alle ore 16:47.

Meno Stati gelosi delle proprie prerogative, più Governi che lavorano per un'Europa federale. È quanto chiedono Giuseppe Mussari (Abi), Aldo Minucci (Ania), Luigi Marino (Alleanza delle cooperative) Giorgio Squinzi (Confindustria) e Marco Venturi (Rete Imprese Italia) in una lettera aperta a José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, e a Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio, per realizzare da subito un patto per la crescita. «Ne partiranno altre in questi giorni - ricorda Squinzi -. È un pressing che stiamo cercando di fare sulla commissione europea perchè nel vertice del 28 e 29 di giugno si prendano le decisioni giuste che vadano nella direzione di farci ritrovare la crescita».
Il tempo delle decisioni è adesso
Il messaggio viene lanciato dalle imprese in vista del vertice di giovedì: «Tutte le imprese italiane - si legge nella lettera - chiedono con forza ai Governi di non mancare l'appuntamento del 28 e 29 giugno e di adottare i provvedimenti necessari perché l'Europa diventi effettivamente una federazione di Stati, perché si ritorni allo spirito che aveva permesso di ricostruire sulle macerie della seconda guerra mondiale. Il tempo delle decisioni - avverrono le imprese - è adesso, occorre agire subito per continuare ad assicurare un futuro di pace, di benessere, di crescita all'Europa».
Garanzia comunitaria su una parte del debito pubblico
Nella lettera vengono individuate alcune priorità: la Bce, scrivono le imprese, deve continuare ad assicurare un adeguato flusso di liquidità all'economia e a preservare il meccanismo di trasmissione della politica monetaria, anche prevedendo ulteriori interventi sul mercato secondario dei titoli di Stato. Non solo: occorre prevedere una garanzia comunitaria in ordine a una percentuale del debito pubblico esistente, così da non veder vanificati gli sforzi di risanamento dei conti pubblici a causa dell'aumento dei tassi di rifinanziamento degli stessi, in parte determinato dalla negativa dinamica economica derivante da pur necessarie politiche di rigore. Serve poi che venga completato il quadro normativo europeo con misure che sottopongano a regolamentazione e vigilanza adeguate il sistema finanziario ombra. Bisogna realizzare un patto per la crescita e attivare strumenti a supporto di questo patto (in primo luogo i project bond). Infine, secondo le imprese è necessario adottare un patto europeo per l'unione bancaria.
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