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Questo articolo è stato pubblicato il 11 luglio 2012 alle ore 12:46.

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A Reggio Emilia vietato bere la birretta in strada (Corbis)A Reggio Emilia vietato bere la birretta in strada (Corbis)

"Niente alcol siam Reggiani". Con apposita ordinanza il sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio, ha vietato il consumo di alcol 24 ore su 24 in centro: eccezion fatta per i bar e casa propria. Da oggi e fino al prossimo 30 settembre chiunque venga pizzicato a bersi una birretta in strada, su una panchina, in un parco, in piazza e non sia seduto al tavolino di un bar si becca una multa che potrà arrivare fino a 500 euro.

Il sindaco brizzolato della capitale del Lambrusco non è vittima di un colpo di calore, come qualcuno strabuzzando gli occhi potrebbe ipotizzare, anzi motiva la sua scelta con la solita (che in Emilia ormai quella del divieto di bere alcolici dopo una certa ora all'aperto sembra essere diventata legge più dell'IMU)lotta al degrado. "Abbiamo assunto questa decisione per contribuire a un clima tranquillo nella Città Storica. – Limitiamo quindi il consumo degli alcolici negli spazi consentiti: luoghi nei quali è importante che ci sia la collaborazione degli esercenti, i quali, secondo la legge, hanno una precisa responsabilità nell'evitare l'abuso di alcool da parte dei clienti".

Letta così, l'ordinanza, sembra più che altro un regalo di Natale anticipato ai proprietari di locali e una zappata sulle gambe dei tanti titolari di minimarket (pakistani per lo più). La differenza è che una birretta, sempre lei che noi siamo d'accordo con Delrio che non si debba esagerare, seduti al bar costa anche 6 o 7 euro, dal pakistano all'angolo arrivi a pagarne al massimo 2.50 e in tempi di crisi anche 4 euro fanno la differenza. A Bologna già Cofferati si beccò dello ‘sceriffo' per un'ordinanza che paragonata a questa era zucchero filato (il divieto era, ed è rimasto, nelle ore notturne). Il risultato fu che sotto le Due Torri degrado c'era ed è rimasto. E poi, ammettiamolo: Reggio non è Chicago e con il caldo che ci fa, a Reggio, la birretta all'ombra di un albero sembrava piacere innocente. Sembrava, appunto.

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