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Questo articolo è stato pubblicato il 16 luglio 2012 alle ore 13:10.

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C'e' un elemento nuovo nel viaggio americano di Mario Monti a Sun Valley. Per una volta l'oggetto principale della missione non ha riguardato la crisi e dunque il passato, ma l'economia digitale, e dunque il futuro. Vero, c'e' stata una intrusione a sorpesa di Moodys' con un doppio declassamento del nostro debito. Un monito: ovviamente il mondo resta difficile e non si puo' mai abbassare la guardia. Ma a quello ci ha pensato il mercato con l'eloquente diminuzione dello spread subito dopo l'annuncio. E' stata solo l'ultima conferma del "disconnect" fra le agenzie per la valutazione del credito e gli investitori. Cosa che ha consentito a Monti di liquidare rapidamente la notizia nella sessione di Sun Valley con il giornalista Charlie Rose, in cui doveva parlare. Per il resto il nostro Presidente del Consiglio e' venuto in America soprattutto per ascoltare.

In questo c'e' un elemento rassicurante: Monti ha messo da parte il breve termine, le reazioni del mercato, lo spread, per approfittare dell'accesso simultaneo alle piu' grandi menti del settore "infotech" e immergersi in un "brain storming" sulle sfide di medio lungo termine per l'economia. Perche' il futuro, nel governo, nelle aziende, nelle scuole, nella gestione delle citta' poggia si' sul risanamento, ma poggia anche sulla capacita' di guardare in avanti, di essere all'avanguardia nell'ultima frontiera tecnologica come sistema paese. Cosa che non siamo. L'Italia e' indietro sull' E-Commerce, sul venture capital per start up tecnologiche e nell'impostazione di partnership fra capitale privato e universita'.

Fa bene dunque Monti a dare con il suo viaggio la giusta importanza a questa frontiera. Del resto il suo governo aveva messo fin da gennaio fra i punti chiave del suo programma proprio il capitalo economia digitale. Il ministro Corrado Passera in coordinamento con vari ministeri ha lavorato a un progetto in sei punti, dal governo alla sanita', dalle citta' alle scuole per impostare aumenti di bande larghe, per investire nelle Smartcities per incoraggiare le imprese all'investimento. Il progetto e' pronto, ci sara' anche un'agenzia speciale per coordinare lo sforzo sull'economia digitale. Il lancio operativo avverra' a breve. E' importante che parta bene. E dunque la full immersion di Monti e' finalizzata anche a questo, a verificare che non lasci indietro qualcosa nel momento in cui si parte. Poter fare le verifiche con personaggi come Bill Gates, Jeff Bezos di Amazon, Eric Schimdt e Mark Zuckerberg di Facebook, capire il pensiero di Murdoch, vedere questi signori a confronto fra loro mentre parlano della loro frontiera non puo' che essere un'esperienza positiva per il nostro Capo di Governo.

Resta un dubbio: se poi organizziamo accessi alla rete meravigliosi, progetti per dotare citta' e ospedali di risorse informatiche ma poi non possiamo applicarle per le solite rigidita' all'accesso e per il conseguente gap culturale che ancora oggi stiamo scontando, l'intero castello rischia di crollare. Vediamo i dati piu' recenti sulla nostra alfabetizzazione digitale. Abbiamo una struttura di rete (backbone) che riflette la media europa dal punto di vista della rapidita' di accesso. Ma restiamo indietro nell'utilizzo concreto della rete. Un indice che quantifica il rapporto utilizzo rete/accesso rete, vede la Danimarca al 1° posto con l'83% dell'utilizzo, gli USA al 7° con il 70%. L'Italia è al 27° posto con il 27% un dato tanto piu' preoccupante se consideriamo che la media OCSE è al 47%. Un altro dato derivato da una ricerca di Confindustria vede l'Italia all'ultimo posto in Europa nell'utilizzo di Internet nei rapporti con la pubblica amministrazione e nell'utilizzo di altri servizi disponibili su Internet: solo l'8% degli Italiani gestisce pratiche con la pubblica amministrazione via internet contro il 21 % della media europea, il 21% degli italiani usa il home banking contro il 40% in Europa, peggio nell'e-commerce, solo il 15% contro il 41% in Europa.

Se siamo cosi' indietro e' perche' le rigidita' strutturali che hanno impedito un rapido adattamento di forza lavoro e produzione alle nuove tecnologie hanno gravato il Paese di questo costo aggiuntivo. Il confronto di Monti con la nuova sfida, al di la' dei progressi fatti dal suo governo, sara' tanto piu' importante quanto piu' si dibattera' della nuova frontiera digitale. I presupposti ci sono: L'America, come ci ricorda l'ultima copertina dell'Economist, e' in mezzo all'ennesima ristrutturazione industriale che vede al centro l'economia digitale. E i protagonisti di questa rivoluzione sono i personaggi che ha incontrato Monti a Sun Valley. L'unico problema e' nel dialogo i vari Gates, Zuckerberg, Bezos, non potranno dare consigli su come eliminare le rigidita' per poter sfruttare appieno la rete. A quello Monti dovra' pensarci da solo.

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