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Questo articolo è stato pubblicato il 18 luglio 2012 alle ore 06:37.

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LOS ANGELES
Con il capo chino i manager della Hsbc ieri hanno chiesto scusa al Senato Usa per essere diventati i banchieri dei terroristi e dei trafficanti, e per avere di conseguenza messo a repentaglio la sicurezza nazionale americana. Un rapporto parlamentare ha concluso infatti che per anni la banca inglese ha riciclato il denaro sporco dei «narcos» messicani, ha incanalato soldi sui conti dei terroristi islamici, ha finanziato transazioni con l'Iran durante l'embargo e ha ignorato sistematicamente le avvertenze degli organi di sorveglianza e le proteste allarmate di numerosi dipendenti preoccupati per i rischi associati a operazioni sospette.
«È giusto accettare la responsabilità ed è giusto rimediare agli errori commessi» ha detto l'a.d. Stuart Gulliver, costretto oggi a gestire le conseguenze di due mega-scandali, quello del riclaggio e quello delle mamipolazioni Libor. In America le scuse davanti a un Senato visibilmente irato, e l'annuncio delle dimissioni dell'alto dirigente David Bagley, non sono che l'inizio di un lungo calvario per la banca finita anche nel mirino del Ministero della Giustizia Usa. Secondo i calcoli approssimativi degli analisti la Hsbc rischia multe nell'ordine di almeno un miliardo di dollari.
I dettagli emersi dall'inchiesta del Senato, raccolti in un rapporto di 400 pagine, lasciano di stucco. Solo tra il 2007 e il 2008 la filiale messicana della Hsbc ha spedito per esempio 7 miliardi di dollari in banconote negli Stati Uniti, una transazione immediatamente segnalata con sospetto dalle autorità americane e messicane. Altri 8 miliardi di dollari di depositi in contante sono stati inviati in Usa tra il 2006 e il 2009 da altri Paesi tra cui la Russia.
La Hsbc ha anche aiutato l'Iran, la Corea del Nord e il Sudan a evadere le sanzioni imposte dal governo Usa per motivi politici, cancellando nomi o altri dati che avrebbero potuto allertare le autorità bancarie americane. La banca inglese ha inoltre allacciato rapporti con la banca saudita Al Rajhi, sospettata di finanziare i terroristi di Al Qaeda.
«In un'era di terrorismo internazionale, di violenza per droga per le strade e al confine, e di crimine organizzato è imperativo fermare i flussi di quel denaro che fomenta queste atrocità» ha detto il senatore Carl Levin, responsabile della commissione permanente del Senato sulle inchieste.
La Hsbc avrebbe anche aiutato gli evasori fiscali, aprendo 2000 conti a nome di società fantasma che detengono azioni di proprietà di chi le detiene, un espediente per non rivelare il nome del proprietario. Solo la filiale di Miami aveva simili conti per 2,6 miliardi di dollari. Dal rapporto è emerso anche che la banca ha una filiale nelle Cayman Islands con 50mila clienti e 2,1 miliardi di depositi senza né un ufficio né un dipendente. «Eravate al corrente di quanto stava accadendo? O avete preferito ignorare la realtà, le avvertenze e gli allarmi?» ha chiesto il senatore Tom Colburn all'ex-vicepresidente esecutivo Michael Gallagher. Quest'ultimo ha potuto solo rispondere che dal 2010 la banca ha speso 400 milioni di dollari per rafforzare la divisione di controllo internazionale.
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