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Questo articolo è stato pubblicato il 01 agosto 2012 alle ore 19:55.
L'ultima modifica è del 01 agosto 2012 alle ore 14:36.

(LaPresse)(LaPresse)

Il giorno più lungo per i tifosi della Juventus. E forse, uno dei peggiori degli ultimi anni. La Disciplinare - riunita all'ex Ostello della gioventù del Foro Italico, a Roma, per il terzo processo sportivo cominciato questa mattina -ha ritenuto «non congrua» la proposta di patteggiamento concordata dal procuratore federale Palazzi insieme con i legali di Antonio Conte, tecnico bianconero dell'ultimo scudetto della Signora. La proposta prevedeva 3 mesi di squalifica e 200 mila euro di sanzione da recapitare, tramite la Federcalcio, ai terremotati di Umbria ed Emilia. Bene, la commissione di giudici presieduta da Sergio Artico ha rispedito al mittente l'ipotesi risarcitoria, considerandola a tutti gli effetti meno pesante di quanto invece dovrebbe essere.

Conte no, Carobbio sì. La Disciplinare ha accolto la richiesta di patteggiamento di Filippo Carobbio, principale accusatore dell'allenatore della Juventus. Per lui, 4 mesi di squalifica, non un giorno di più. Accolte anche le richieste di Da Costa (3 mesi e 30.000 euro), Larrondo (3 mesi e 20 giorni di qualifica e 3 mila euro), Sala (2 anni), Faggiano (4 mesi), Gervasoni (4 mesi) e Stellini (2 anni e 50 mila euro). Tutto da rifare invece, oltre che per Conte, anche per Angelo Alessio, il suo vice prima al Siena poi alla Juve, e per Passoni, Paoloni, Savorani, D'Urbano e il Siena calcio.

Immediata la reazione dei legali di Conte alla notizia della bocciatura della Disciplinare. «Respingendo il patteggiamento avete già deciso. La Corte costituzionale, nel 1992 - ha fatto sapere l'avvocato Luigi Chiappero - ha detto con estrema chiarezza che non può giudicare un giudice che ha rigettato la richiesta di pena concordata».

Dalle parole all'azione. Chiesto lo stralcio della posizione di Conte e la ricusazione dei giudici. La Disciplinare ha però dichiarato inammissibile l'istanza. Che la strada fosse impraticabile lo si era capito dalla pronta risposta del pm Palazzi: «Questo procedimento è differente dal procedimento penale, quindi non si possono ritenere applicabili in modo automatico alcuni principi giurisprudenziali. Non sussiste nessun motivo di inopportunità perché con il patteggiamento non c'è nessuna valutazione nel merito, nessun pregiudizio in riferimento né incompatibilità nel giudicare».

Secondo la consuetudine della giustizia sportiva, per il doppio caso di omessa denuncia Conte avrebbe dovuto andare incontro a una squalifica complessiva di 7 mesi, poi ridotti a 3 con la sanzione di 200 mila euro per mezzo dell'accordo (non vincolante per la Disciplinare) tra Palazzi e i legali del tecnico bianconero. Che ora si trova decisamente nei guai.

Perché se fino a ieri era ragionevolmente convinto di tornare a guidare la squadra nei primi giorni di novembre, ora si trova costretto a rivedere i suoi piani. E con lui, la Juventus, che difficilmente accetterà di lasciare la panchina scoperta per un tempo evidentemente più lungo del previsto. Sì, perché se 3 mesi non sono stati giudicati sufficienti dalla Disciplinare, è possibile che per chiudere il caso prima di iniziare il processo occorra metterne sul piatto almeno altri 2, forse 3. Per un ritorno di Conte ipotizzabile non prima della fine dell'anno.

Un mezzo disastro per le logiche e le strategie del club bianconero, che nelle prossime ore sarà costretto a valutare attentamente i modi e i tempi del suo agire. Fuori e dentro le aule del tribunale sportivo.

La Disciplinare, come si diceva, ha respinto anche le istanze di patteggiamento avanzate dal Siena (5 punti di penalizzazione e 40 mila euro d'ammenda per cinque illeciti contestati ai propri tesserati) e dai tesserati Angelo Alessio (vice allenatore della Juventus), Marco Savorani (preparatore dei portiere del Siena), Giorgio D'Urbano (preparatore atletico del Siena), Dario Passoni e Mirko Poloni (ex calciatori dell'AlbinoLeffe).

In serata, con una nota sul sito, la rabbia della Juventus viene comunicata senza troppi filtri: «La Juventus è oggi in silenzio stampa. Domani in mattinata verrà valutata la situazione, a fronte dei fatti odierni, che sono da considerarsi, qualunque sia l'esito di questa vicenda, un atto gravissimo nei confronti dell'onorabilità di tutti i soggetti coinvolti: professionisti, manager, tesserati e società. Ulteriori comunicazioni saranno fornite nella giornata di domani».

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