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Questo articolo è stato pubblicato il 29 agosto 2012 alle ore 12:22.

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Un ristoratore del Mugello dichiarava meno della meta' dei suoi ricavi ed ha avuto, per 3 anni, quasi tutto il personale in modo irregolare o in nero. È quanto accertato dai finanzieri della Tenenza di Borgo San Lorenzo (Firenze), che hanno focalizzato l'attenzione su un ristorante situato nel Mugello meta di molti clienti. In questo modo, in tre anni di attività, l'esercizio commerciale non ha fatto confluire in contabilità oltre 1,6 milioni di ricavi e non ha versato Iva per oltre 93.000, Irap per 33.660 e ritenute per 58.400 euro. Sono stati individuati 24 dipendenti impiegati nel tempo in modo irregolare (giovani italiani, romeni, albanesi); due erano completamente in nero.

Il responsabile dell'attività è stato denunciato all'autorità giudiziaria fiorentina per il reato di dichiarazione infedele. Il complessivo volume d'affari del ristorante è stato ricostruito attraverso la dettagliata documentazione extracontabile acquisita presso la sede dell'attività economica. In pratica il ristoratore aveva costituito una contabilita' parallela a quella ufficiale nella quale, in modo molto analitico, erano indicati i ricavi giornalieri da occultare e gli stipendi corrisposti in nero ai propri dipendenti.

Solo metà dei ricavi annui (circa 600mila euro) confluivano nella dichiarazione dei redditi del ristorante. Anche gli stipendi corrisposti ai dipendenti seguivano la stessa sorte: circa la metà erano corrisposti fuori busta. Così facendo il ristoratore ha omesso di effettuare le previste ritenute ai dipendenti mentre questi ultimi hanno omesso di portare in dichiarazione tali importi. Anche nei confronti dei 26 dipendenti si procederà a effettuare il recupero a tassazione dei proventi non dichiarati.

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