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Questo articolo è stato pubblicato il 03 settembre 2012 alle ore 06:37.

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Sono forse "più realiste del re" le famiglie italiane nei loro piani di spending review domestica. Per tenere sotto controllo i conti di casa, la prima mossa è stata infatti quella di mettere su alcune voci della colonna uscite una bella croce o una freccetta verso il basso: entrate incerte, risparmi sotto pressione, minor grado di fiducia uguale taglio delle spese. Il trend è confermato dai dati sui consumi della scorsa settimana: -1,4% nel primo semestre 2012 rispetto allo stesso periodo del 2011 (Istat), arretramento che secondo Federdistribuzione ha portato a una riduzione complessiva delle vendite pari al 4,5% negli ultimi cinque anni (si veda Il Sole 24 Ore del 30 agosto).

Una mossa, quella di chiudere il portafoglio, che però rischia di alimentare la spirale recessiva. Per evitarla potrebbero invece essere consigliabili altre strategie, in particolare una revisione delle scelte d'acquisto o dei comportamenti. Un ambito da prendere in considerazione è quello dell'energia (circa 1.800 euro di spesa tra 516 di luce e 1.270 di gas per la famiglia-tipo, secondo le ultime rilevazioni dell'Autorità per l'energia), a partire dall'illuminazione che alla bolletta elettrica partecipa per il 15% circa. Il 1° settembre scorso è cessata definitivamente la produzione delle lampadine a fluorescenza (anche di quelle di minore potenza, da 25 a 45 Watt) estremamente più energivore di quelle di ultima generazione. Certo i modelli a fluorescenza e i led costano di più, ma assicurano una maggiore durata e consumi inferiori fino all'80% (nonché un taglio delle emissioni di anidride carbonica): di conseguenza l'investimento necessario per passare a questo tipo di illuminazione potrebbe essere ammortizzato nel giro di pochi anni dai risparmi in bolletta (intorno ai 50 euro/anno a famiglia secondo stime della Ue).

Ma ci sono altre opportunità di interventi sul fronte "interruttori": tra le buone pratiche, non lasciare mai gli apparecchi in stand-by, impiegare elettrodomestici di classe energetica elevata (la A con le stellette), limitare l'utilizzo dell'aria condizionata.

Importante, conoscere quali sono gli apparecchi che più incidono sulla bolletta: ebbene – spiega il nuovo studio di SosTariffe – condizionatore, congelatore e illuminazione sono le fonti che maggiormente pesano sulle tasche degli italiani (dal 56 al 67%); per quanto riguarda il consumo all'ora, invece, lavatrice, asciugatrice e lavastoviglie hanno il più alto dispendio di energia, ma essendo usati saltuariamente non sono così influenti sulla spesa totale.

Da non dimenticare poi di esplorare le offerte dei fornitori sul mercato libero, spostare il più possibile i consumi nelle ore serali, di notte e nei week-end. È vero che la convenienza della bioraria si è assottigliata rispetto alla data del debutto, anche per l'evoluzione di domanda e offerta (sotto l'effetto della riduzione del fabbisogno nella fascia diurna feriale e dell'espansione dei volumi garantiti dalle fonti rinnovabili): resta però il fatto che un utilizzo consapevole della luce, nel rispetto cioè degli orari a prezzo inferiore, costituisce ancora una tattica vincente perché consente un risparmio dal 10 al 17 per cento. Senza dimenticare che è in arrivo una revisione del sistema da parte dell'Aeeg, per cui potrebbe essere ancora più utile stare attenti all'orologio quando si usa la luce.

I numeri della luce
516 euro - Elettricità
Spesa annua 2012 per la luce per una famiglia tipo (2.700 kWh di consumo annuo) . Per il gas ( 1.400 metri cubi l'anno con riscaldamento individuale) va preventivata una spesa media di 1.263 euro (ultimo aggiornamento dell'Autorità per l'energia)
-40% - Risparmio
Taglio della bolletta possibile con l'utilizzo di elettrodomestici ad alta efficienza energetica (fonte Osservatorio SosTariffe)
66% - Nella fascia di minor prezzo
Quota di consumi da spostare nelle fasce serali e nei festivi per avere un vantaggio dalle soluzioni biorarie

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