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Questo articolo è stato pubblicato il 12 ottobre 2012 alle ore 08:26.

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Papa Benedetto XVI (LaPresse)Papa Benedetto XVI (LaPresse)

Anche oggi, come 50 anni fa, «possiamo essere felici» perché portiamo la gioia del Vangelo, anche se la «gioia è sobria» perchè abbiamo conosciuto anche il peccato. Ieri sera il Papa ha salutato la folla radunata in piazza San Pietro per la fiaccolata commemorativa dei 50 anni del concilio Vaticano II organizzata dall'Azione cattolica, ha ricordato di essere stato nella stessa a piazza 50 anni fa. Il Papa ha continuato così: «Oso fare mie le parole» di Giovanni XXIII, e ha rinnovato l'invito a portare una carezza ai bambini, e che sia la «carezza del Papa».

«Cari fratelli e sorelle - ha detto il Papa affacciatosi davanti a una folla che per gli organizzatori è di 40.000 persone - buona sera a tutti voi e grazie per essere venuti, grazie anche all'Azione cattolica che ha organizzato questa fiaccolata». «Cinquanta anni fa - ha commentato - su questa finestra si è affacciato il buon papa Giovanni e ha parlato a noi con parole indimenticabili, parole piene di poesia, di bontà, parole del cuore. Eravamo felici - ha aggiunto - e pieni di entusiasmo: il grande concilio ecumenico si era inaugurato ed eravamo sicuri che doveva venire nuova primavera chiesa, una nuova Pentecoste, una nuova presenza liberatrice del vangelo».

«Anche oggi - ha proseguito - siamo felici, portiamo la gioia nel nostro cuore, ma direi una gioia più sobria, una gioia umile: in questi 50 anni abbiamo imparato e esperito che il peccato originale esiste e si traduce in peccati personali, che possono divenire strutture di peccato, visto che nel campo del Signore c'è anche la zinnania, che nella rete di Pietro ci sono anche pesci cattivi, che la fragilità umana è presente anche nella chiesa, che la nave della Chiesa sta navigando con vento contrario, con minacce contrarie e qualche volte abbiamo pensato "il Signore dorme e ci ha dimenticato"».

Portate una carezza ai vosti bambini
«Ma anche abbiamo fatto esperienza - ha aggiunto - della presenza del Signore, della sua bontà della sua presenza: il fuoco di Cristo non è divoratore nè distruttivo, è un fuoco silenzioso una piccola fiamma di bontà: il Signore non ci dimentica, il suo modo è umile, il Signore è presente, dà calore ai cuori, crea carismi di bontà e carità che illuminano il mondo e sono per noi garanzia della bontà di Dio. Sì - ha aggiunto - Cristo vive con noi e possiamo essere felici anche oggi, alla fine oso fare mie le parole indimenticabili di papa Giovanni, "andate a casa date una carezza ai bambini e dite che è la carezza del Papa" e di tutto cuore vi imparto la benedizione». E benedice in latino.

La fiaccolata
Alla fiaccolata hanno partecipato il vicario di Roma Agostino Vallini, il presidente della Cei Angelo Bagnasco, i ministri Riccardi e Balduzzi, il presidente e l'assistente di Ac, Franco Miano e mons. Sigalini, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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