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Questo articolo è stato pubblicato il 15 ottobre 2012 alle ore 19:15.

«La Minetti? Fu sbagliato candidarla. Ma era in una relazione di grande confidenza e simpatia col premier. Questo succede nei partiti carismatici». Lo dice Gabriele Albertini, europarlamentare Pdl ed ex sindaco di Milano (dal 1997 al 2006), ai microfoni de La Zanzara su Radio 24.
Perché il segretario Alfano non la incontra per chiederle le dimissioni, chiedono i conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo? «Bah, forse in un incontro privato la Minetti potrebbe convincere Alfano a non dare le dimissioni. È una tentatrice, la Minetti». «Io devo chiamarla collega - dice ancora Albertini - ma la vedrei bene in un film di Tinto Brass, un porno molto soft. Ecco, in un film di Brass la vedrei volentieri».
Nei giorni scorsi nientemeno che Pippo Baudo aveva detto la sua sulla Minetti, «nuovo modello di offesa alla donna». Secondo il presentatore la consigliera regionale lombarda è «una donna che non si fa voler bene, che non si rispetta. Perché lei passa dallo scranno del consiglio regionale alle passerelle delle sfilate con una disinvoltura enorme», aggiunge Pippo che rincara la dose: «Una ragazza del genere sappiamo perché è arrivata dov'è ora e con quale raccomandazione. Non è stata praticamente votata da nessuno per essere lì, ma si crede autorizzata a fare tutto ciò che vuole: si spoglia, sfila...».
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