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Questo articolo è stato pubblicato il 15 ottobre 2012 alle ore 07:49.

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BRUXELLES - Bart De Wever, il leader indipendentista fiammingo che ha vinto ieri le elezioni comunali ad Anversa, ha chiesto al primo ministro belga, il socialista francofono Eio Di Rupo, di aprire negoziati per dare al Paese un sistema confederale. De Wever ha battuto nella principale città delle Fiandre il borgomastro uscente, Patrick Janssens, un socialista al governo del comune dal 2003.

«I fiamminghi – ha detto ieri sera De Wever – devono poter gestire le Fiandre come vogliono. Ecco perché lancio un appello a Elio Di Rupo e ai politici francofoni: prendete le vostre responsabilità e preparate con noi la riforma confederale» del Belgio. «In questo modo possiamo gettare le basi di una vera solidarietà in questo Paese, e cercare un cammino per uscire da questa crisi economica e politica».

Secondo De Wever, 41 anni, la Vallonia e le Fiandre in una eventuale confederazione belga gestirebbero per conto proprio grande parte degli affari pubblici, salvo alcuni campi come quello della difesa. In base alle prime indicazioni, il leader del Nieuw-Vlaamse Alliance (Nuova Alleanza Fiamminga) avrebbe riscosso il 36,3% dei voti ad Anversa, rispetto al 29,6% ottenuto dalla lista di Janssens.

La N-VA è un partito indipendentista nato nel 2001. In sette anni, tra il 2003 e il 2010, il movimento politico è passato dal 3 al 28% dei suffragi alle elezioni nazionali. In questi anni, la N-VA ha voluto prendere le distanze da un altro partito autonomista, il Vlaams Belang, che rispetto al partito di De Wever ha evidenti radici di estrema destra, tanto che da anni fa campagna elettorale al grido di "Belgio, crepa!".

Davanti ai suoi elettori ieri sera, De Wever ha affermato: «Anversa è stata per lungo tempo considerata una capitale del radicalismo. Questo periodo è oggi terminato». La tornata elettorale in Belgio ha riguardato il rinnovo dei consigli comunali e provinciali in tutto il Paese. Lo sguardo era rivolto alla battaglia di Anversa dopo lo straordinario successo ottenuto dalla N-VA nelle consultazioni nazionali del 2010.

A nove anni dalla riforma istituzionale che ha trasformato il Regno in un Paese federale, il Belgio continua a essere oggetto di gravi tensioni comunitarie tra francofoni e neerlandofoni, tra valloni e fiamminghi. De Wever si è rivelato un leader politicamente abile cambiando radicalmente anche la sua immagine: tra il novembre 2011 e il luglio 2012, l'uomo ha perso 60 chili, da 142 a 82 chili.

Il voto di ieri complicherà probabilmente il lavoro del governo Di Rupo, secondo i primi commenti rilanciati dalla stampa belga. I tre movimenti politici fiamminghi che sostengono l'esecutivo nazionale sono usciti indeboliti dalla urne. Il rapporto tra i sei partiti della coalizione federale potrebbe rivelarsi più difficile, mentre il Governo sta preparando una difficile finanziaria per il 2013.

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