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Questo articolo è stato pubblicato il 22 ottobre 2012 alle ore 13:59.

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La legge di Stabilità, così com'è, non piace a nessuno: con toni e priorità diverse, ma in pratica non c'è un partito - anche nella "strana maggioranza" che sostiene l'Esecutivo - che approvi il testo "tale e quale" uscito da Palazzo Chigi, e non indichi correttivi e nuove priorità. Nella settimana che vede il testo iniziare l'iter parlamentare del ddl alla Camera, il premier approfitterà del primo round di audizioni della commissione Bilancio per un "pit stop" con i partiti che lo sostengono, a cominciare, oggi pomeriggio, dall'Udc di Pier Ferdinando Casini. Sul tavolo, "maturati" nel corso del finesettimana, i paletti per eventuali modifiche già rimarcati da Monti (correttivi solo a saldi invariati) e il cahier des doléances, le lamentele del leader del pd Pier Luigi Bersani. Ma vediamo i punti critichi e le controproposte dei vari partiti.

Pd, il nodo scuola e detrazioni
A non andare giù al Partito democratico sono innanzitutto le norme sulla scuola, a partire dai tagli da 700 milioni di euro e l'allungamento da 18 a 24 ore settimanali dell'orario di lavoro dei professori. In sintonia con la protesta degli insegnanti, arrivata di fronte al ministero dell'Istruzione, Bersani ha definito le misure «invotabili», perché «finirebbero per dare un colpo ulteriore alla qualità dell'offerta formativa». Da parte sua., il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo ha auspicato «l'avvio di un patto per la scuola con un'ampia discussione nelle aule parlamentari rispetto a questo tema dove naturalmente a saldi costanti». Possibile, dunque, qualche margine di manovra, anche se l'eventuale abolizione dell'aumento orario dei docenti imporrebbe il reperimento di 240 milioni di euro.

Aumento Iva e taglio Irpef, ipotesi patrimoniale
Le altre «modifiche significative» sollecitate dal Pd riguardano anche il Fisco altrimenti, avverte Bersani, «saremo di fronte a un problema serio». In materia il relatore dei democrats, Pier Paolo Baretta, è già pronto a dare battaglia in Parlamento in modo da «rimodulare la distribuzione». Altri interventi, spiegano dalle file del Pd, dovranno riguardare detrazioni e esodati.«Non é opportuno tagliare a casaccio le detrazioni, come non lo é tagliare sulla scuola», ha sottolineato anche oggi Francesco Boccia illustrando le possibili alternative: «Se l'aumento dell'Iva permette di incassare 6 miliardi e la diminuzione dell'Irpef sarebbe a 5 miliardi, allora le due misure si compenserebbero. Per coprire la differenza potremmo proporre una patrimoniale. In questo momento storico é bene che non paghino coloro che hanno già pagato, come i pensionati o i piccoli imprenditori super tassati. Siccome altri debiti non si possono fare, l'unica via per rilanciare il Paese é la ridistribuzione delle risorse del Paese».

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