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Questo articolo è stato pubblicato il 23 novembre 2012 alle ore 19:40.

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«Sono urgenti alcuni correttivi all'articolo 62» del decreto legge in materia di crescita e sviluppo «per ridurne l'eccessivo formalismo e riportare la disciplina dei termini di pagamento nel solco delineato dalla Direttiva europea» sui ritardati pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni. Così Confindustria e Confcommercio commentano in una nota, la disciplina che regola le relazioni commerciali nel settore agricolo e distributivo, entrata in vigore da meno di un mese.

Troppa rigidità
«Questi obiettivi - prosegue la nota - possono essere raggiunti soltanto attraverso un intervento normativo, quindi auspichiamo che Governo e Parlamento non rimangano sordi di fronte a una richiesta che giunge dalle più importanti organizzazioni rappresentative dei produttori e dei distributori. La norma sta creando ulteriori problemi rispetto a quelli per cui era stata pensata, a causa delle rigidità dell'articolo 62 - si legge ancora - che in origine doveva correggere situazioni di significativo squilibrio nelle relazioni commerciali».

Un fattore distorsivo nella filiera
L'articolo 62 invece é diventato un fattore distorsivo all'interno della filiera, con pesanti ripercussioni sugli operatori. La previsione di un regime inderogabile per la forma dei contratti e per i termini di pagamento é sproporzionata e ingiustificata anche perché, nel frattempo, il Governo ha attuato la Direttiva europea sui ritardi di pagamento. Il decreto che recepisce la Direttiva infatti rappresenta un approdo equilibrato perché, nei rapporti tra privati, tutela l'autonomia delle parti e previene comportamenti iniqui attraverso adeguati presidi. È quindi incoerente - concludono Confindustria e Confcommercio - lasciare in vita per il settore agricolo e alimentare un sistema che non soddisfa nessuno e che sta arrecando effetti indesiderati anche al di fuori della filiera».

Si lavora per la copertura all'emendamento sulle zone franche
«Le problematiche relative a Termini Imerese sono ben note e l'appello del sindaco riguardo l'inserimento della città tra le zone franche urbane (Zfu) non cadrà nel vuoto. Al Senato il Pdl ha presentato un emendamento al decreto Sviluppo, di cui sono relatrice, riguardante la creazione di Zone franche urbane, alla luce della delibera del Cipe del 2009 in cui si prevedeva l'istituzione di tali aree», ha detto la senatrice del
Pdl Simona Vicari, relatrice del decreto Sviluppo in commissione Industria di Palazzo Madama. «L'intento - aggiunge in una nota - é quello di realizzare zone nelle quali sia possibile concentrare programmi di defiscalizzazione per la creazione di piccole e micro imprese. Un piano capace di favorire lo sviluppo economico e sociale, riscattando zone che spesso sono caratterizzate da disagio sociale, economico o occupazionale. Su questo emendamento é in atto un confronto serio ed approfondito con il governo soprattutto per trovare la copertura finanziaria. Mi auguro che sia possibile giungere ad un esito positivo. Ed é evidente - conclude - che Termini Imerese non potrà essere dimenticata né lasciata fuori, e sul suo rilancio e recupero ci sarà massima attenzione».

Inammissibile l'ammazza-sentenze
Intanto ieri l'emendamento del Pdl al decreto Sviluppo che modifica le norme per i ricorsi in Cassazione e istituisce il cosiddetto quarto grado di giudizio è stato giudicato inammissibile «per estraneità di materia», come ha reso noto il senatore Cesare Cursi (Pdl), presidente della commissione Industria di Palazzo Madama. «Nel corso delle prossime ore - ha sottolineato ieri Cursi - procederò alla dichiarazione di ulteriori inammissibilità di emendamenti estranei per materia presentati al decreto-legge sviluppo, così come mi ero riservato di fare negli scorsi giorni dopo una prima valutazione dei numerosi emendamenti, circa 1.700, che sta esaminando la commissione Industria». La procederà «a un vaglio rigoroso delle numerose proposte emendative presentate, accertando anche ulteriori inammissibilità, al fine di attenersi ai precedenti e agli orientamenti della Presidenza del Senato in materia», ha detto Cursi.

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