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Questo articolo è stato pubblicato il 01 dicembre 2012 alle ore 12:31.

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Christof Innerhofer (Afp)Christof Innerhofer (Afp)

Basta una lettera, una W al posto giusto, per tornare Winnerhofer salendo sul gradino più alto del podio in una discesa libera. Sembrava impossibile fino a pochi giorni fa per Christof Innerhofer, il ventisettenne campione altoatesino delle tre medaglie ai Mondiali di Garmisch nel 2011. Invece sulla temibile Birds of Prey di Beaver Creek ha centrato il mezzo miracolo, vincendo davanti al norvegese Svindal, reduce dalla doppietta (libera e superG) a Lake Louise. Solo mezzo perché quanto a talento e coraggio, Innerhofer ha poco da dover dimostrare.

L'incognita prima della gara era la sua condizione fisica. Tanto che al traguardo nemmeno lui riusciva a crederci, di essere lì davanti a tutti, quattro anni dopo il suo unico successo nella specialità più veloce del circo bianco, a Bormio nel 2008. Da allora l'Italjet non dominava una libera. E per ripescare un'altra vittoria azzurra in Colorado bisogna frugare nella memoria fino a quindici anni fa, al quattro dicembre 1997 quando Kristian Ghedina trionfò sulla stessa pista. L'Italia può festeggiare anche un'ottima prestazione complessiva della squadra, grazie al quinto posto di Dominik Paris e l'ottavo di Peter Fill.

«Non pensavo realmente di poter arrivare a un risultato così importante - ha commentato Innerhofer - però devo dire che negli ultimi giorni mi sentivo sempre meglio. Adesso mi sembra davvero un sogno, soprattutto dopo i dieci mesi che ho passato». Mesi di magagne alla schiena, dolori che si riacutizzano senza lasciare tregua. Già la passata stagione era volata tra alti e bassi, tante sofferenze e poche soddisfazioni, soltanto un terzo posto a Wengen e un successo nel superG finale di Schladming. Poi un'estate tribolata, rinunciando alla consueta trasferta in Argentina, allenamenti con il contagocce, sempre la schiena ad annunciare malanni e nuovi stop.

A Lake Louise ha corso per saggiare la neve, ritrovare il ritmo di gara, la confidenza con gli sci. E che confidenza. Ha risolto il muro della Birds of Prey con quel misto di cattiveria e leggerezza che l'ha sempre contraddistinto nelle giornate migliori. Preciso nelle traiettorie senza esagerare, come invece ha fatto l'austriaco Klaus Kroell, impeccabile ma troppo chiuso sugli spigoli e perciò lento. Al traguardo accuserà un secondo di distacco. Mazinga Svindal ha sciato attaccando un po' scomposto ma velocissimo, appena 23 centesimi di secondo dietro il nostro Innerhofer.

È una formidabile iniezione di fiducia, perché la parte più ostica inizia già oggi nel superG: dimostrare continuità di rendimento. Manca nel suo bagaglio di Coppa del mondo una stagione sempre in prima linea, all'altezza dei migliori. Obiettivi da puntare quest'anno ce ne sono tanti, non solo i Mondiali di Schladming dove difendere il tris del 2011, ma anche tante competizioni veloci in cui provare a rincorrere una coppetta di specialità. In campo femminile, intanto, Lindsey Vonn ha smentito le varie voci dissonanti che si erano accavallate nelle ultime settimane (depressione, noia, problemi fisici?). Vincendo la libera di Lake Louise con oltre un secondo e mezzo di vantaggio sulla connazionale Stacey Cook, ha rimesso in riga le avversarie.

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