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Questo articolo è stato pubblicato il 17 dicembre 2012 alle ore 18:17.

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Le imprese chiedono che con il dl stabilità vengano apportate delle modifiche disposizioni «sulla responsabilità solidale dell'appaltatore con il suo subappaltatore in materia fiscale», che «hanno introdotto un meccanismo diulteriore appesantimento degli oneri burocratici che già gravano sulle imprese - recita una nota di Confindustria digitale -. E' fondamentale che il legislatore modifichi al più presto queste disposizioni che caricano sulle imprese private l'onere di svolgere il ruolo che è proprio dello Stato, di controllo esattoriale, senza alcun concreto beneficio per il contrasto all'evasione. E' fortemente auspicabile che venga colta l'occasione dell'approvazione della Legge di Stabilità per apportare le necessarie correzioni".

Interviene Confindustria digitale perché tra le industrie più danneggiate dal provvedimento di sarebbero i grandi operatori telefonini e tutto il mondo dell'Ict, che per sua natura subappalta diversi servizi. Non solo:
anche la Fondazione Altagamma, che riunisce marchi nei settori moda, design, velocità, ospitalità, profumeria, gioielleria, alimentazione e
benessere, ha diramato una nota contro il principio della responsabilità solidale in materia fiscale, che rischierebbe di «indebolire il sistema industriale anziché rafforzarlo».

In parlamento il senatore del Pd, Mauro Agostini, si farà portavoce di un emendamento bipartisan che chiede chiarimenti sulla procedura.

Nel dettaglio, il riferimento è alle misure introdotte prima con il Decreto Semplificazioni fiscali (Dl 16/2012) e poi con il decreto Crescita e sviluppo (Dl 83/2012) «a seguito delle quali le imprese appaltatrici sono divenute responsabili in solido con i propri subappaltatori per il versamento dell'Iva e delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente. Vale a dire che se il subappaltatore non versa all'Erario, ne risponde il committente originario, il quale per non incorrere nelle pesanti sanzioni previste (da 5mila a 200mila euro) deve richiedere alla propria controparte la documentazione che comprovi la regolarità dei versamenti - continua Confindustria Digitale.

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