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Questo articolo è stato pubblicato il 23 gennaio 2013 alle ore 14:40.

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Filippo PenatiFilippo Penati

Niente udienza preliminare per il ''sistema Sesto''. Il gup Giovanni Gerosa ha rinviato l'appuntamento al prossimo 4 marzo.
Erano stati chiamati stamani in tribunale a Monza 21 imputati, che secondo il pm Walter Mapelli, titolare dell'inchiesta che coinvolge anche l'ex politico del Pd Filippo Penati, avrebbero preso parte al sistema di corruzione e concussione per gli appalti delle ex aree Falck a Sesto San Giovanni, o alla raccolta di finanziamenti illeciti per la campagna di Penati in Provincia di Milano e in Regione Lombardia, tramite l'associazione Fare Metropoli.
Tutti i fatti riguardano il periodo tra il 2000 e il 2011 circa, e molti andranno in prescrizione. In particolare, relativamente alla corruzione per i permessi edili nelle aree Falck, la scadenza del percorso giudiziario e' imminente, il 18 febbraio 2013.
Le contestazioni dei legali, che oggi sono stati sufficienti a sospendere l'udienza preliminare, riguardano sostanzialmente tre questioni: 1)la richiesta di prendere in esame solo la corruzione, e non la concussione per le aree Falck 2) la competenza territoriale, che per quanto riguarda la raccolta di Fare Metropoli, per gli avvocati, spetterebbe a Milano e non a Monza 3) l'incompletezza di alcuni documenti sulle presunte tangenti pagate da Codelfa (gruppo Gavio) alla Serravalle per la costruzione della terza corsia dell'autostrada.
Per Filippo Penati, ex sindaco di Sesto e ex presidente della Provincia di Milano, il processo si terrà il 13 maggio, avendo scelto il rito immediato, cosi' come per Antonino Princiotta, segretario provinciale.
A presentarsi stamani erano stati chiamati, tra gli altri, l'immobiliarista ex proprietario della Falck Luigi Zunino, il suo uomo di fiducia, l'avvocato Giovanni Camozzi (con loro indagato anche il 're delle bonifiche' Giuseppe Grossi, defunto), l'ex assessore Pasqualino Di Leva, l'architetto Marco Magni, la ex responsabile dello Sportello unico per l'edilizia Nicoletta Sostaro, oltre alle due 'gole profonde' dell'inchiesta, il patron dei trasporti pubblici Piero Di Caterina e il costruttore Giuseppe Pasini, che cedette la Falck proprio a Zunino. Presente soltanto Di Caterina.

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