Storia dell'articolo
Chiudi
Questo articolo è stato pubblicato il 30 gennaio 2013 alle ore 12:04.
Il presidente del Consiglio Mario Monti (Ansa)
«Aiutare le piccole e medie imprese vuol dire aiutare tutti noi, perchè sono l'ossatura non solo della nostra economia, ma della nostra società. I rapporti che legano un imprenditore ai suoi dipendenti e alle loro famiglie sono un collante sociale». Non è la prima volta che Mario Monti si schiera "idelogicamente" con il mondo delle aziende ma in diretta radiofonica su Radio 24 l'ha fatto a caldo, dopo una domanda di un ascoltatore-imprenditore che gli chiedeva come la sua lista Scelta civica intendesse aiutare la competitività di chi deve confrontarsi sui mercati internazionali. Con il suo solito aplomb, lentamente ha scandito il suo «omaggio» alle imprese italiane che hanno saputo «conquistare mercati internazionali e dare un contributo al Pil italiano con l'export: grazie a loro il Paese è rimasto a galla».
«Buona» la proposta di Confindustria
Ma i complimenti non sono sufficienti e la domanda dell'imprenditore si è fatta incalzante, così il premier è tornato sulle sue proposte partendo soprattutto dal documento di Confindustria che ha giudicato «una buona proposta» anche se pone una «questione non solo economica ma politica». È presto detto quale. «Le imprese hanno avuto la necessità di scrivere in quel documento proposte già fatte che sono state, quindi, doverosamente ripetute. E allora la questione politica è: come mai in questi 18 anni di bipolarismo e senza emergenze finanziarie non sono mai state attuate?». Insomma, per il premier vuol dire che un sistema politico e dei partiti non ha saputo corrispondere alle attese degli imprenditori a cui riserva - nel programma della sua lista - un pacchetto di misure a cominciare da Irap e Irpef.
articoli correlati
- Monti a Radio 24: l'intervento dello Stato in Mps è l'extrema ratio, non la soluzione
Dopo l'emergenza, meno Irap e Irpef
«Il vero problema sono le tasse. Bisogna partire dall'Irap: noi siamo riusciti a rimodularla, ma non a sufficienza perchè il Governo ha dovuto affrontare una fase di emergenza finanziaria. Questa fase è passata, quindi, possiamo immaginare un alleggerimento del carico Irap e in generale una riduzione delle tasse sul rapporto di lavoro». Complessivamente l'intervento fiscale - oltre la rimodulazione Imu con le detrazioni - prevede anche la riduzione dell'Irpef prendendo le coperture dal taglio della spesa corrente primaria «cioè tagliando i costi di Regioni, province, politica e Stato».
Il credito nodo centrale della competitività
L'altro fronte è il credito, nodo centrale della competitività. «Un anno fa, il differenziale tra i nostri tassi e quelli tedeschi comportava una differenza del costo del denaro tra imprenditori italiani e della Germania di 5-6 punti. Questo problema è stato parzialmente risolto ma non basta, dobbiamo ancora alleggerire questo rapporto con la continuazione di una disciplina di bilancio». Infine, i crediti delle imprese verso la Pubblica amministrazione: anche qui un risultato portato a casa ma il problema non è del tutto esaurito. «C'è stata l'applicazione della direttiva Ue che indica tempi inderogabili per i pagamenti tra privati e pubblico e tra privati. Abbiamo anche introdotto la certificazione dei crediti delle imprese verso la Pa, bisogna vigilare affinchè gli strumenti funzionino».
©RIPRODUZIONE RISERVATA









