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Questo articolo è stato pubblicato il 14 febbraio 2013 alle ore 12:08.

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Su produttività del lavoro e partecipazione al lavoro l'Italia ha perso ulteriormente terreno sul potenziale di crescita economica, rispetto ai capofila dei paesi avanzati. A lanciare l'allarme sul mercato del lavoro italiano è l'Ocse, che rinnova l'invito avanzato più volte a procedere con le riforme necessarie per rendere il sistema più moderno.

Per questo, pur rilevando «progressi significativi» sulle riforme compiute in varie aree, dalle liberalizzazioni in alcuni settori al mercato del lavoro, nel suo rapporto «Obiettivo crescita» (Going for Growth) l'ente parigino raccomanda di intervenire in vari settori.

A cominciare dalle tutele sul mercato del lavoro: che vanno «ribilanciate», secondo l'Ocse, in modo tale da fare sì che invece di proteggere i singoli posti di lavoro proteggano i redditi dei lavoratori. Questo puntando anche a migliorare la produttività favorendo una allocazione del lavoro nei segmenti più produttivi. Inoltre ridurre le barriere regolamentari e sulla concorrenza può incoraggiare gli investimenti e la crescita della produttività.

L'Ocse raccomanda inoltre migliori programmi di istruzione e di apprendistato, che possono rafforzare il capitale umano e ridurre le disuguaglianze sui redditi, migliorando le prospettive delle persone con basse qualifiche. Servono riforme contro il dualismo nel mercato del lavoro con «una rete di protezione sociale universale».

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