Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 01 marzo 2013 alle ore 08:40.

My24

In un clima post elettorale infuocato e sempre più magmatico, la partita si gioca sempre più sui numeri. Così, mentre Beppe Grillo delinea un «codice di comportamento» in diciotto punti per i parlamentari 5 Stelle, oggi Pier Luigi Bersani lancia invece una «carta» programmatica in "sette-otto" punti, per delineare le linee di un auspicato governo «del cambiamento». Ma non un «governissimo» con Berlusconi, ribadisce.

In un'intervista rilasciata a Repubblica, il leader del Pd punta innanzitutto sull'Europa: una questione dirimente, spiega Bersani, perché deve essere allargata a livello europeo la consapevolezza che l'austerità sia foriera del «disastro». E che l'urgenza assoluta, oggi, sia invece il «lavoro». Il punto numero due, poi, è il tema sociale (sbloccare i pagamenti della Pa alle imprese, introdurre nuovi sistemi «universalistici negli ammortizzatori sociali...), mentre il terzo è la «democrazia». Bersani parla, tra l'altro di «dimezzare il numero dei parlamentari», abbattere i loro stipendi a livello di quelli dei sindaci, varare leggi che regolino la vita dei partiti, che inaspriscano «drasticamente» le norme anticorruzione e che «regolino finalmente i conflitti d'interessi». Rilanciando, infine, l' idea di un ministero dedicato alla scommessa sull'energia verde.

Intanto, Matteo Renzi, memore dall'esperienza delle primarie, si tiene apparentemente lontano dai giochi, anche se in realtà, secondo un retroscena del Corriere della Sera avrebbe detto ai suoi più stretti collaboratori di essere già pronto a scendere in campo come premier. Ma soltanto alla guida di una «grande coalizione» con democratici, Grillo e pure Berlusconi. Altrimenti, meglio rimanere a Firenze e andare in giro in bicicletta...

Indiscrezioni, voci, che hanno scatenato la replica immediata di Renzi: sui social network. «Ciò che volevo per l'Italia l'ho detto per le primarie. Ho perso. Adesso faccio il sindaco. Non ci possiamo permettere neanche i rimpianti», scrive su Twitter.

È più articolata la risposta su Facebook: «Ho evitato di fare dichiarazioni dopo il voto perchè non volevo finire nel festival di chi la spara più grossa e nei pastoni degli addetti ai lavori - posta Renzi su Fb- . Adesso leggo incredibili interpretezioni, ricostruzioni, commenti. Mettiamola così, allora: quello che volevamo per l'Italia lo abbiamo proposto alle primarie. Dagli Stati Uniti d'Europa fino all'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, noi ci abbiamo messo la faccia, presentando un progetto serio. Ho perso le primarie. Adesso faccio il Sindaco perchè la serietà non è un optional. Capisco i rimpianti, ma preferisco vivere di progetti. E ora scrivo una enews per essere ancora più chiaro, vai».

Commenta la notizia

Shopping24

Dai nostri archivi