Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 05 marzo 2013 alle ore 13:14.

My24
Giorgio Giovannini (Imagoeconomica)Giorgio Giovannini (Imagoeconomica)

Indipendenza dei giudici a rischio se troppo coinvolti nella gestione "politica" della cosa pubblica o dirottati ad incarichi amministrativi all'interno della Pa. L'allarme arriva dal nuovo presidente del Consiglio di Stato, Giorgio Giovannini, che oggi si è insediato al vertice del massimo organo della giustizia amministrativa sollecitando «una nuova più rigorosa disciplina, tale da garantire al massimo grado l'esercizio imparziale delle funzioni istituzionali dei magistrati».

Legami che rischiano di attenuare l'obiettività di giudizio
Nel corso della cerimonia di insediamento e di inaugurazione dell'anno giudiziario 2013, alla presenza del capo dello Stato Giorgio Napolitano, Giovannini ha affrontato il nodo degli incarichi amministrativi esterni dei magistrati e della loro partecipazione alla vita politica, «comportando l'una e l'altra - ha detto - il rischio di legami atti ad attenuare, quantomeno sotto il profilo dell'immagine, l'obiettività di giudizio del singolo magistrato». La partecipazione all'attività politica - ha detto quindi il presidente - «non può essere disconosciuta» in quanto «diritto costituzionalmente garantito, ma ne va sicuramente regolato, meglio di quanto accada attualmente, l'impatto sula funzione giurisdizionale».

Affrontare il nodo della ricollocazione dei magistrati
Quanto agli incarichi esterni - ha proseguito Giovannini - «è anch'essa una possibilità riconosciuta dall'ordinamento, che proprio per questo ne disciplina limiti e condizioni» e non va «demonizzata perché anzi, ove esercitato nella giusta misura» permette al magistrato «di acquisire una preziosa esperienza». Servono però, ha sottolineato ancor Giovannini, «criteri più severi e selettivi» per il conferimento degli incarichi, e va «attentamente disciplinata la collocazione o ricollocazione del magistrato nelle sue funzioni giurisdizionali, al fine di evitare che nel contenzioso rimessogli risulti in alcun modo inficiata quella connotazione di assoluta indipendenza che il nostro ruolo richiede».

Combattere l'idea del magistrato come «ostacolo alla crescita del paese»
Nel suo intervento, Giovannini ha poi posto l'accento sui principi costituzionali che guidano la funzione del magistrato, principi da riscoprire in un momento in cui, «attraverso campagne di opinione non sempre disinteressate, si dubita quasi della necessità della funzione giurisdizionale, si è spesso guardati con sospetto». Il timore, nelle parole del neo presidente, è che si affermi l'idea di una magistratura che rappresenta «quasi come un intralcio, un appesantimento burocratico, un ostacolo alla crescita del Paese; come titolari di privilegi ingiustificati».

Giudice amministrativo garanzia di una Pa imparziale a prova di corruzione
In altre parole, Giovannini ha invitato a riscoprire il ruolo del giudice amministrativo, «strumento per ottenere e preservare una amministrazione imparziale, trasparente, lontana da ogni sospetto di corruzione o anche solo di prepotenza», e garantito il suo impegno «per rafforzare un senso unitario di questa magistratura, che elimini sensazioni di distanza tra colleghi dei Tribunali amministrativi regionali e del Consiglio di Stato».

Mea culpa sugli appalti: da "caccia all'errore" un freno alle opere pubbliche
Dal neo presidente di Palazzo Spada arriva anche un "mea culpa" relativo alla difficoltà della giustizia amministrativa in genere «ad abbandonare completamente il vecchio orientamento fermo nell'attribuire rilievo peculiare agli aspetti formali del rapporto amministrativo», ragione per cui nel capo dei contratti pubblici «i nostri giudizi siano divenuti il campo di una vera e propria "caccia all'errore" nel quale carenze puramente documentali non rispondenti a sostanziali difetti dei requisiti, mettono in forse, o quanto meno differiscono investimenti importanti e realizzazioni di opere pubbliche a lungo attese».

Consulenza sulle norme di legge e riforma del procedimento disciplinare
In linea con la "stagione della trasparenza" inaugurata dallo sbarco dei grillini in Parlamento, Giovannini avanza anche la proposta di estendere la consulenza tecnica dei magistrati amministrativi «agli atti legislativi del Parlamento e del Governo, con l'obiettivo di favorire la chiarezza, la completezza e l'organicità dei testi normativi, oggi spesso carenti sotto tali profili». In arrivo anche una riforma del procedimento disciplinare dei magistrati amministrativi, appena messa a punto dall'organo di autogoverno e che sarà presto trasmessa alla presidenza del Consiglio dei ministri: le norme attuali, ha sottolineato infatti Giovannini, sono «incomplete e superate», c'è infatti «l'esigenza di una nuova regolamentazione».

Commenta la notizia

Shopping24

Dai nostri archivi