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Questo articolo è stato pubblicato il 10 marzo 2013 alle ore 14:24.

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LONDRA - Attorno a Twickenham si sta compiendo la marcia di avvicinamento del popolo inglese del rugby alla propria Mecca, il luogo che ogni fan deve visitare almeno una volta nella vita. L'Inghilterra è stata raggiunta temporaneamente dal Galles, vittorioso in Scozia. Ma è favoritissima nell'incontro di oggi pomeriggio con l'Italia (inizio alle 16 ora italiana, con diretta testuale su questo sito). Una vittoria riporterebbe i bianchi in testa alla graduatoria con due punti di vantaggio sui gallesi; una vittoria con uno scarto notevole, poi, regalerebbe agli uomini di Stuart Lancaster una differenza punti talmente buona da consegnarle in pratica il trofeo con una giornata di anticipo, anche in caso di sconfitta nell'ultima giornata in casa dei rivali in rosso, con arrivo alla pari.

Ma ieri pomeriggio, oltre a Scozia-Galles, che è servita a individuare l'unica vera concorrente dell'Inghilterra, c'è stato anche un insolito match di bassa classifica, tra l'Irlanda e la Francia. Partita giocata sotto l'acqua che cadeva a secchiate, segnata da molti colpi duri e da una intensità notevole. Insomma un incontro sportivamente drammatico, concluso con l'esito meno probabile in una partita di rugby, il pareggio. Un 13-13 che scontenta tutti: l'Irlanda perché è stata in testa per quasi tutto l'incontro, la Francia perché poteva anche dare il colpo del ko a un avversario debilitato e non ci è riuscita, restando così da sola in fondo alla classifica.

L'incontro ha avuto la prima, importante svolta dopo dieci minuti, quando l'Irlanda è andata in meta partendo da una spinta devastante in raggruppamento, che le ha fatto guadagnare una ventina di metri; i padroni di casa sono partiti da quella piattaforma per una lunga fase nella quale non hanno sbagliato nulla. Su un calcio a seguire Parra è riuscito a liberare in touche evitando l'intervento di Brian O' Driscoll, il campionissimo forse all'ultima apparizione davanti al suo pubblico. Ma sulla rimessa erano i verdi a conquistare la palla e a spingere ancora una volta efficacemente, fino alla meta di capitan Heaslip, trasformata da Jackson, giovane apertura in crescita.
Sull'altro fronte Michalak falliva il primo penalty a disposizione, ma non il secondo. Però Jackson, che in precedenza aveva commesso a sua volta il primo errore, riportava i suoi a più sette (10-3) intorno alla mezz'ora, e poco dopo centrava i pali per il massimo vantaggio degli irlandesi. La Francia ci metteva grinta e passione, per non dire disperazione, ma l'Irlanda teneva bene (anche con giovani elementi come il primo centro Marshall), mentre Michalak falliva un calcio piazzato allo scadere della prima frazione.

Il secondo tempo si apriva nel segno della mischia irlandese, che guadagnava un altro penalty, sbagliato però da Jackson. Intorno al quarto d'ora la Francia cambiava calciatore e Parra centrava subito i pali, salvo sbagliare di parecchio nel penalty successivo. Agonismo, falli ed errori costituivano il menu offerto agli spettatori per lunghi minuti, ma intanto i francesi prendevano il dominio territoriale e i padroni di casa cominciavano a soffrire. Alla mezz'ora O' Driscoll si sacrificava sul gigante Debaty lanciato verso la meta e doveva uscire temporaneamente per farsi medicare. Nel frattempo si infortunava anche l'altro centro Marshall, e il ct Kidney doveva giocarsi alternative improvvisate, impiegando nelle due posizioni un mediano di mischia rientrato dalla panchina (Murray) e un'apertura all'esordio assoluto (Madigan).
La Francia segnava la meta, ormai più che matura, a sei minuti dalla fine, con una punizione giocata velocemente da Picamoles dopo l'ennesima avanzata. Per la trasformazione si ripresentava in piazzola Michalak e stavolta non sbagliava. Tredici pari, ma nessuno si accontentava. Prima non veniva punito un placcaggio senza palla di Debaty su un lanciatissimo Earls, poi, proprio allo scadere, dopo che era stata fischiata una punizione (non piazzabile per la distanza dai pali) a favore della Francia, si infortunava l'irlandese Reddan e passavano minuti su minuti in attesa dell'ultima offensiva: che i transalpini conducevano rendendosi nuovamente pericolosi, ma senza segnare.

Finiva in una festa non troppo allegra per O'Driscoll, consolato dalla moglie Amy con la piccolissima Sadie, di un mese. Solo una mamma "nordica" poteva portarla allo stadio con un tempaccio del genere...

Irlanda-Francia 13-13 (primo tempo 13-3). Per l'Irlanda: 1 meta (Heaslip), 2 calci piazzati (Jackson), 1 trasformazione (Jackson). Per la Francia: 1 meta (Picamoles), 2 calci piazzati (Michalak, Parra), 1 trasformazione (Michalak). Calci fermi: Jackson 3 su 5; Michalak 2 su 4; Parra 1 su 2

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