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Questo articolo è stato pubblicato il 05 aprile 2013 alle ore 06:41.

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MILANO
La voce di Karima El Marhoug, in arte Ruby Rubacuori, è sommersa dalle urla. Urlano i giornalisti, i cameramen e i fotografi. Una massa informe la insegue, la assedia, la soffoca, registra ogni suo movimento, come uno sciame impazzito su una preda. Sulle scale del palazzo di giustizia volano gli spintoni, qualcuno cade e si fa male. Ruby regge un pacco di fogli, legge un testo già preparato: è la sua protesta contro i magistrati di Milano. «Oggi – esordisce –, dopo aver sopportato tante cattiverie sono qui a chiedere di essere sentita». Difende se stessa e Silvio Berlusconi, che in quel palazzo è accusato di aver avuto rapporti sessuali con la giovane marocchina quando era ancora minorenne. «La colpa della mia sofferenza – legge Ruby – è anche di quei magistrati che, mossi da intenti che non corrispondono a valori di giustizia, mi hanno attribuito la qualifica di prostituta, nonostante abbia sempre negato di aver avuto rapporti sessuali a pagamento e soprattutto di averne avuti con Silvio Berlusconi». Parla di violenza subìta, «quella di essere vittima di uno stile investigativo fatto di promesse mai mantenute di aiutarmi a trovare una famiglia e a proseguire gli studi; un metodo fatto di domande incessanti sulla mia intimità, le propensioni sessuali, le frequentazioni amorose, senza mai tenere conto del pudore e del disagio che tutto ciò provoca in una ragazza di 17 anni». Poi l'affondo. «Un atteggiamento investigativo – accusa Ruby – apparentemente amichevole che è progressivamente mutato quando è stato chiaro il fatto che non avrei accusato Silvio Berlusconi».
Lo show va in scena sulle stesse scale sulle quali, solo un mese fa, i deputati e senatori del Pdl, avevano intonato l'inno di Mameli prima di occupare il primo piano del palazzo con uno strappo istituzionale senza precedenti nella storia dell'Italia repubblicana: il potere legislativo contro quello giudiziario. Anche allora, gli strali erano indirizzati contro i magistrati della procura che accusano di concussione e prostituzione minorile il 76enne Silvio Berlusconi, in quei giorni afflitto – in base ai certificati medici – da uveite, cataratta e problemi cardiaci. Questa volta è il viso giovane e slanciato di Ruby a scagliarsi contro i magistrati e avvocati: «Trovo sconcertante e ingiusto che nessuno voglia ascoltarmi». Ciò che Ruby non dice è però per quale motivo, per ben due volte, non si è presentata al processo per testimoniare. Doveva essere ascoltata nel l'udienza del 10 dicembre 2012, citata dalla difesa di Berlusconi, ma non si era presentata. Era a Cancun, in Messico, in vacanza: partita dall'Italia a fine novembre e con biglietto di ritorno prenotato per gennaio. Ruby, dunque, non si era presentata neppure nell'udienza del 17 dicembre, tanto da provocare la reazione del pm Ilda Boccassini, secondo la quale il viaggio di Ruby in Messico rientrava nell'ambito di una «strategia dilatoria» da parte della difesa di Berlusconi. «Qualsiasi persona normale programma un viaggio in Messico un po' in anticipo, prenota prima i biglietti, tanto più con una bambina piccola e un viaggio lungo di fronte», era stato il ragionamento della Boccassini. I genitori di Ruby, interpellati dalle autorità di polizia, avevano affermato di non sapere nulla di quel viaggio. L'effetto era stato un ulteriore slittamento del processo, un allungamento dei tempi che è poi sfociato nella pausa di un mese (fino a fine aprile) motivato dalle elezioni e dalle incombenze politiche del Parlamento e sponsorizzato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Ora, sulle scale del palazzo di giustizia, Ruby legge un testo sul quale è scritta quella che lei stessa chiama la sua verità. «Voglio che si comprenda di chi è la colpa della mia sofferenza – afferma la ragazza –. Voglio che si sappia che la colpa è di quella stampa che per colpire Silvio Berusconi ha fatto male a me». Accusa ancora i magistrati che l'hanno interrogata: «Dei ripetuti interrogatori che ho subito – dice – solo alcuni sono stati verbalizzati e sul testo di alcuni non ho neanche apposto la firma». E continua: «A 17 anni non sapevo nemmeno chi fossero i pubblici ministeri, non leggevo i giornali, a malapena sapevo chi fosse Berlusconi. Oggi ho capito che è in corso una guerra nei suoi confornti che non mi appartiene, ma che mi coinvolge».
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I PROCEDIMENTI A CARICO DELL'EX PREMIER
Ruby
L'ex premier è accusato di concussione e prostituzione minorile. Il Tribunale, in attesa della decisione della Cassazione (attesa il 18 aprile) sulla richiesta di spostare il processo a Brescia, ha dichiarato la sospensione, appuntamento per il 22 aprile
Mediaset
Sulle presunte irregolarità nella compravendita dei diritti tv Berlusconi è stato condannato in primo grado a 4 anni per frode fiscale. La sentenza di secondo grado era attesa a fine marzo, ma è stato riconosciuto il legittimo impedimento a Berlusconi: udienza il 20 aprile
Unipol
Berlusconi è stato condannato in primo grado a un anno per concorso in rivelazione di segreto d'ufficio
Caso De Gregorio
Berlusconi è indagato a Napoli per corruzione e finanziamento illecito ai partiti, per il passaggio del senatore De Gregorio al Pdl

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