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Questo articolo è stato pubblicato il 22 aprile 2013 alle ore 12:22.
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Chiudere 31 procedimenti avviati dall'Ue. Attuare 2 decisioni della Commissione europea e altrettanti regolamenti. Recepire 42 direttive già scadute o prossime alla scadenza. Sono alcuni degli ambiziosi obiettivi contenuti nei due Ddl approvati dal Consiglio dei ministri di giovedì scorso e dati in arrivo in Parlamento: la legge europea 2013, che sostituisce la vecchia "comunitaria", e la legge di delegazione europea. Un tandem di strumenti con cui il nostro Paese spera di abbattere drasticamente il numero di procedure d'infrazione aperte da Bruxelles che, nonostante l'impegno profuso in questi mesi dal ministro Enzo Moavero Milanesi, è ancora rilevante. Dai 135 di fine 2011, quando il ministro degli Affari europei si è insediato, si è passati infatti ai 99 casi attuali.
La legge europea 2013
Il provvedimento in esame raccoglie un'eredità pesante. Quello delle leggi "comunitarie" 2011 e 2012 che si sono arenate nelle secche della scorsa legislatura e che, come tali, non potevano dunque essere ripresentate. Da qui la messa a punto di un nuovo Ddl da parte dell'esecutivo (la legge europea 2013, appunto). Il testo - che era stato approvato «salvo intese» dal Cdm del 27 marzo e che ha avuto l'ok definitivo giovedì scorso - nasce con l'obiettivo espresso di chiudere 20 procedure d'infrazione e 11 casi di pre-contenzioso EU pilot. Oltre a evitare che altre due vengano aperte ex novo. Al tempo stesso la legge europea 2013 punta a dare attuazione a 2 decisioni della Commissione europea e a 2 regolamenti Ue.
Al suo interno un corposo pacchetto fiscale
Lo schema definitivo dell'articolato ricalca quello anticipato sul Sole 24 Ore del 27 marzo. Tra le disposizioni contenute al suo interno spiccano gli interventi di natura fiscale che occupano l'intero capo II del provvedimento. Ad esempio l'articolo 9 modifica il trattamento fiscale applicabile, ai fini dell'imposta erariale sugli aeromobili privati, ai veicoli privati immatricolati all'estero in registri aeronautici diversi da quello nazionale tenuto dall'Enac. Per evitare l'apertura di una procedura d'infrazione ad hoc, la patrimoniale sugli aerei prevista dal salva-Italia colpirà i mezzi in sosta per sei mesi sul nostro territorio anziché 48 ore. Ancora più rilevante l'articolo successivo, il 10, in materia di dichiarazione dei redditi. Per semplificare la vita al contribuente viene eliminata la Sezione I del Modulo RW (trasferimenti da o verso l'estero effettuati senza il tramite degli intermediari) e le relative sanzioni. Novità in vista anche in materia di successioni. A proposito della base imponibile dell'imposta di successione viene meno l'esenzione riguardante gli enti pubblici e le fondazioni residenti negli Stati appartenenti all'Ue o aderenti all'Accordo sullo spazio economico europeo.
Le norme in materia di lavoro
Di rilievo sono anche gli interventi in materia lavoristica. A cominciare dal computo dei lavoratori a tempo determinato ai fine dell'articolo 35 dello Statuto dei lavoratori (quello che pone la soglia dei 15 dipendenti per l'applicazione delle sue norme, ndr). Oggi è previsto che siano computabili solo quelli con un contratto superiore ai nove mesi; l'articolo 14 del Ddl prevede invece che vengano computati in base al criterio del numero medio mensile dei lavoratori impiegati negli ultimi due anni, sulla base dell'effettiva durata dei loro rapporti di lavoro. Facendo un passo indietro e risalendo all'articolo 4 ci sono news anche per le guide turistiche. Consentendo a quelle abilitate ad esercitare la propria professione in altri Stati membri, di svolgere la loro attività anche Italia, senza la necessità di ulteriori autorizzazioni o abilitazioni, siano esse generali o specifiche. Nel rispetto della direttiva "Bolkestein" del 2006.
Le legge di delegazione europea
Insieme alle legge europea le Camere si troveranno a esaminare la legge di delegazione che rappresenta l'altra gamba della "comunitaria" 2013. Che conferisce al governo la delega a recepire entro 24 mesi con decreto legislativo un lungo elenco di direttive già scadute o prossime alla scadenza. Per la precisione 42. E nella lista si trova di tutto. Si va dalla direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio sulla prestazione energetica nell'edilizia, che andava recepita entro il 30 giugno 2011, a quella 2013/1/UE del Consiglio sul diritto di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo per i cittadini dell'Unione che risiedono in uno Stato membro di cui non sono cittadini, che va recepita entro il 28 gennaio 2014.
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