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Questo articolo è stato pubblicato il 07 maggio 2013 alle ore 14:50.

La tecnica è ampiamente sperimentata in azienda, con l'obiettivo di accrescere la coesione durante il lavoro tra professionisti che arrivano da esperienze, approccio al lavoro e culture differenti. Il premier Enrico Letta ha scelto di affidarsi al team building off-site per "fare squadra" nella compagine governativa. Da qui la scelta di portare tutti i ministri in un'abbazia a Spineto della Luce vicino Sarteano (Siena), da domenica pomeriggio a lunedì all'ora di pranzo.

Cellulari spenti, è il momento di conoscersi
"Incontri di questo tipo sono definiti off-site perché si svolgono al di fuori dai luoghi tradizionali di lavoro", spiega Fabio Costantini, direttore Hr Solutions di Randstad Italia. "Questo aiuta a superare le logiche tradizionali basate sul ruolo di ciascun partecipante nel contesto lavorativo, ma anche a isolarsi completamente dal contesto circostante. Ad esempio, la prima cosa raccomandata dai formatori durante questi incontri è di spegnere i telefonini per potersi concentrare esclusivamente sul momento formativo".

L'obiettivo è ottenere un pieno coinvolgimento dei partecipanti, accelerando così le tempistiche di apprendimento. "Possono bastare 24 o 36 ore per raggiungere livelli di conoscenza che, altrimenti, richiedono settimane o mesi", aggiunge Costantini.

L'obiettivo è allineare gli obiettivi
Giovanna D'Alessio, ceo di Asterys (socità di sviluppo organizzativo), sottolinea che gli eventi di team building off-site vengono svolti in primo luogo quando "una nuova squadra si forma e c'è l'obiettivo di allineare gli obiettivi e il modo di agire". Questo spiega, evidentemente, perché la decisione di Letta sia arrivata dopo la prima crepa suscitata dall'intervista di Michaela Biancofiore sugli omosessuali, proprio all'indomani dell'invito del presidente del Consiglio a ponderare gli interventi. Ma un approccio nato in un contesto aziendale può funzionare anche in ambito politico? "In linea di massima sì", risponde D'Alessio, che però avverte: "Questi momenti formativi funzionano se si definisce bene il ‘from to', cioè se si decide a priori dove si vuole arrivare come team e con quali tempistiche". Non è scontato che questa verifica preliminare sia stata fatta in questa occasione, data l'eterogeneità dei componenti e la loro provenienza da formazioni politiche che in campagna elettorale si sono presentati con posizioni molto distanti su diversi temi.

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