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Questo articolo è stato pubblicato il 25 maggio 2013 alle ore 08:22.

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MILANO
Le dichiarazioni rese ai magistrati nell'estate 2010, che consentirono l'avvio le indagini sulle "cene eleganti" di Arcore, erano soltanto delle «cavolate». Ancora una volta, tornata nell'aula dove si svolge il processo contro Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti, Karima-Ruby El Marhoug ripete di aver detto quasi sempre e solo «balle» nei suoi colloqui con gli inquirenti. E di essere lì, in veste di testimone, per dire finalmente tutta la verità. Ma la testimonianza di Ruby è costellata ancora una volta di tanti «non ricordo» e la sua scarsa memoria crea in aula più di un momento di tensione. «La mia memoria può fallire – dice a un certo punto Ruby – a differenza delle intercettazioni io non sono uno strumento».
Ruby ha confermato di aver ricevuto soldi da Silvio Berlusconi ma di non aver mai fatto sesso con lui. Quanti soldi ha ottenuto? Trentamila euro per aprire un centro estetico, in realtà mai avviato, e i 2-3mila euro che le venivano consegnati in una busta e in biglietti da 500 al termine delle serate di Arcore. Il pm Antonio Sangermano le contesta l'appunto sequestrato nella sua casa, nel quale Ruby aveva scritto di «4,5 milioni da B», «170mila euro conservati da Spinelli» e «70mila conservati da Dinoia». Per Ruby quel foglio era solo una forma di vanto nei confronti delle ragazze che venivano trovarla a casa e nulla più. Dunque, l'ennesima «cavolata».
«Insomma – le chiede Sangermano – lei esclude anche di essersi inventata di aver avuto rapporti sessuali con Berlusconi?». La risposta di Ruby è lapidaria: «Escludo». Il pm legge allora un verbale del 3 agosto 2010 nel quale Ruby parla del Bunga bunga: Berlusconi «quella sera mi spiegò che le ragazze si spogliano per piacere corporeo», ma nell'aula del tribunale sostiene che anche quelle dichiarazioni erano inventate. «Perché dice cose vere e cose non vere?» le chiede Sangermano. E Ruby risponde con lo stesso leit motiv: «Come ho detto, ai tempi raccontavo cavolate, bugie, fandonie, panzanate. Non capivo il ruolo e non capivo perché tutte quelle domande da parte dei pm». E quando il pm dice con una battuta che Ruby è stata "preveggente" perché quelle affermazioni inventate sono state invece confermate da alcune delle ragazze che hanno testimoniato, la giovane marocchina risponde che si tratta di «coincidenze».
Il processo riprende il 31 maggio con la requisitoria dei pm. Nell'udienza successiva ci saranno le dichiarazioni spontanee di Fede e Nicole Minetti che, insieme a Lele Mora, sono accusati di induzione e di favoreggiamento della prostituzione, anche minorile.
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