Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 29 maggio 2013 alle ore 06:44.

di Antonella Scott
Tanto per chiarire subito che da qui è all'Europa che si guarderà, il prospetto dell'Industrial Park Development Co. specifica che se questa città che sta per nascere alle porte di Minsk sarà lontana nove ore di volo da Pechino, ne basteranno meno di due per raggiungere Berlino, Varsavia o Vienna. Del resto, quella che già qualcuno ha battezzato la Chinatown di Bielorussia sarà convenientemente piazzata presso l'autostrada che collega la capitale tedesca a Mosca, e una linea ferroviaria ad alta velocità la collegherà a Minsk, a 25 km di distanza. «Questo è un progetto unico - ha detto nei giorni scorsi alla tv l'ambasciatore cinese in Bielorussia, Gong Jianwei, citato dall'agenzia Bloomberg -. Nessuno in Europa sarà più in grado di costruire altrove un parco industriale del genere, con infrastrutture simili». Tra le foreste di Minsk, scrive la Bloomberg, Pechino sta costruendo un'intera città, un trampolino di lancio per i suoi esportatori diretti in Europa.
Un investimento da 5 miliardi di dollari, un'area totale di 80 km quadrati, una città capace di ospitare fino a 150mila persone. Affacciata sui mercati europei ma non solo: il parco industriale sarà una chiave di accesso duty-free ai Paesi con cui la Bielorussia ha costituito un'Unione doganale, Russia e Kazakhstan e forse in futuro Ucraina, che secondo indiscrezioni starebbe per richiedere lo status di osservatore.
L'idea di un hub manifatturiero e logistico cinese in Bielorussia, secondo il sito web del progetto (http://www.industrialpark.by/en/), ha una firma importante, quella dell'attuale presidente cinese Xi Jinping che nel 2010, allora vicepresidente, visitò Minsk. Nel giugno 2012 un decreto del presidente della Bielorussia, Aleksandr Lukashenko, ha autorizzato per questa zona economica speciale un regime di concessioni fiscali e tariffarie, unite ad altre agevolazioni destinate a stimolare l'interesse degli investitori. Sempre più isolato rispetto agli Stati Uniti e all'Unione Europea, che hanno rinnovato una serie di sanzioni contro il suo regime sul fronte dei diritti umani, Lukashenko ha bisogno di appoggiarsi alla Cina come alla Russia, per sostenere l'economia.
Mosca parteciperà al progetto finanziando e costruendo entro il 2018 una centrale nucleare da 10 miliardi - la prima in Bielorussia - su cui si appoggerà la città dei cinesi, che avrà bisogno di quasi trent'anni per essere completata. Per la parte bielorussa il progetto è stato affidato a Kirill Koroteev, ex funzionario del ministero dell'Economia, che alla Bloomberg spiega come Pechino abbia accettato di finanziare il parco industriale a condizioni «altamente vantaggiose», prestiti con interessi ridotti se il denaro verrà utilizzato per manodopera cinese o per l'acquisto di materiali o tecnologia cinese. Come è specificato nel sito web, l'Industrial Park Development Co. è per il 60% di proprietà di una sussidiaria della China National Machinery Industry Corp., e per il 40% appartiene al Governo della Bielorussia. Secondo l'agenzia due banche cinesi, l'Export-Import Bank of China e la China Development Bank Corp., hanno già accettato di finanziare l'iniziativa.
Il parco intende svilupparsi in particolare nel campo dell'elettronica, della chimica fine, della biomedicina, del l'ingegneria e dei nuovi materiali, e non intende limitarsi a ospitare soltanto imprese cinesi. Offrirà - così promette il sito - esenzioni da tutte le imposte su profitti e proprietà per dieci anni, dimezzandole poi per i dieci anni successivi a chiunque operi nei settori elencati accettando di investire in progetti non inferiori ai 5 milioni di dollari.
«Puntiamo a trasformare questo luogo in un trampolino internazionale per il business, non vogliamo costruire una città morta», ha spiegato Koroteev. Mentre Lukashenko porta il parco industriale a esempio delle buone relazioni tra Bielorussia e Cina sul fronte finanziario e degli investimenti, cosa che il presidente bielorusso - descritto spesso come l'«ultimo dittatore d'Europa» - si augura avvenga anche con la Ue. Basterebbe che avesse la volontà politica, ha detto Lukashenko il mese scorso nel suo discorso annuale alla nazione: «Per migliorare le relazioni tra Bielorussia e Ue, noi siamo pronti a fare la nostra parte di strada molto rapidamente».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
IL PROGETTO
5 miliardi di $
Investimento previsto
La società che costruirà l'hub manifatturiero e logistico non lontano da Minsk appartiene per il 60% alla Cina e il 40% alla Bielorussia
5 milioni di $
«Biglietto d'ingresso»
Al parco industriale saranno ammesse come residenti società intenzionate a investire nei progetti almeno 5 milioni di dollari
150mila
Gli abitanti
La città cinese in Bielorussia è progettata per ospitare fino a 150mila persone. Sarà lontana 1.160 km da Berlino, 720 km da Mosca, 550 da Varsavia e 185 da Vilnius, la capitale lituana e territorio della Ue

Shopping24

Dai nostri archivi