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Questo articolo è stato pubblicato il 03 giugno 2013 alle ore 16:48.

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Il gip del Tribunale di Taranto Patrizia Todisco ha concesso all'Ilva la facoltà d'uso degli impianti dell'area a caldo sequestrati per inquinamento il 26 luglio 2012, pur confermando il sequestro. Il provvedimento è stato notificato dai carabinieri del Noe di Lecce all'azienda e ai quattro custodi giudiziari. Con il provvedimento il gip ha sciolto la riserva del gennaio scorso, quando aveva sollevato - stessa cosa aveva fatto anche il Tribunale di Taranto in funzione di giudice dell'appello - questioni di legittimità costituzionale su numerose norme della legge 231 cosiddetta 'Salva Ilvà, che la Consulta ha ritenuto in parte inammissibili e in parte non fondate.

Il giudice ha inoltre confermato nel loro ruolo i custodi giudiziari degli impianti dell'area a caldo (Barbara Valenzano, Emanuela Laterza, Claudio Lofrumento e Mario Tagarelli), disponendo che i custodi stessi e i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce eseguano una serie di controlli verificando i sistemi di monitoraggio e le emissioni degli impianti. Su queste ultime disposizioni è previsto che gli organi di controllo debbano relazionare a scadenze ravvicinate

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