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Questo articolo è stato pubblicato il 24 giugno 2013 alle ore 18:50.

Una scena del film «Il caimano»Una scena del film «Il caimano»

E due. Dopo "Habemus papam", che preannunciava le dimissioni del Pontefice, come è avvenuto per Ratzinger lo scorso febbraio, ecco che Nanni Moretti ne azzecca un'altra. Nel suo "Caimano" il regista, che ha firmato la sceneggiatura del film ispirato alle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi con Federica Pontremoli e Francesco Piccolo, aveva ipotizzato una condanna di sette anni di reclusione per il leader del Pdl presumibilmente per il caso Sme. E sette anni si è visto comminare oggi il Cavaliere per il Rubygate, più di quanto avesse chiesto il pubblico ministero.

"Il caimano", uscito nelle sale italiane nel marzo del 2006 e poi approdato in concorso a Cannes pochi mesi dopo, racconta la storia di un produttore cinematografico di film trash (nel suo catalogo "Cata-ratte", "Maciste contro Freud", "Stivaloni porconi"), Bruno Bonomo (Silvio Orlando), che attraversa un momento turbolento dal punto di vista sentimentale e professionale: la sua casa di produzione sta andando a picco, così come il matrimonio con la moglie Paola (Margherita Buy).

Per reazione il protagonista si butta a capofitto in un'impresa alquanto scottante: girare un film in cui si racconta la storia di Silvio Berlusconi basandosi sul copione di una giovane autrice, Teresa, interpretata da una battagliera Jasmine Trinca. Bruno non riesce però a trovare i finanziatori (tranne un produttore polacco) e la pellicola vive solo nella sua mente: dall'origine della fortuna di imprenditore (una valigia enorme, piena di soldi sfonda il soffitto e cade ai piedi di Berlusconi) alle tappe della carriera del premier: la costruzione di Milano 2 e 3, le tv private, i guai con la finanza.

Mancano chiaramente tutte le vicende successive: i processi, le traversie politiche e gli scandali sessuali. Intanto Bruno collassa su tutti i fronti, si divide dalla moglie e la sua casa di produzione fallisce, ma riesce a girare almeno una scena, quella del processo finale di Berlusconi. Il volto del leader della Casa delle libertà, prima impersonato da Elio De Capitani, ora è dello stesso Nanni Moretti, che si definisce Nanni-Silvio.

A sentenza annunciata fuori da Palazzo di Giustizia si scatena la bagarre, proprio come nella realtà: una lite accesa fra i sostenitori e i detrattori dell'ex premier, ormai abbandonato dai suoi (nel film). L'unica speranza è che la fantasia superi la realtà, almeno per quanto riguarda il lancio di bombe Molotov, scena finale del Caimano, contro i giudici, mentre si accendono i prodromi di una rivolta popolare.

Il film è stato girato quando ancora il Cavaliere era premier, mentre Prodi vincerà le elezioni nell'aprile del 2006. Poiché l'uscita di "Il Caimano" nelle sale avviene nel marzo 2006, molti politici accusano l'opera di aver influenzato le urne. Il film fece un ottimo incasso al cinema (6.700.000 euro, un grande traguardo), ma ebbe una vita durissima in tivù. Fu trasmesso su Sky Cinema nel 2007 e su Rai 3 nel 2011.

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