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Questo articolo è stato pubblicato il 17 luglio 2013 alle ore 16:12.

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La scienza italiana regge nel confronto internazionale

Il rapporto presentato dall'Anvur dedica anche un capitolo al confronto internazionale misurando peso e impatto delle pubblicazioni scientifiche italiane. Il nostro Paese regge il confronto e anzi fa anche qualche passo in avanti. La quota di citazioni ricevute dalle pubblicazioni italiane è infatti aumentata costantemente nel periodo esaminato, passando dal 2,1% nel 1981-1990 al 5,2% del periodo 2004-2010 (gli anni in cui l'Anvur ha fatto la sua valutazione). Un settennio, questo, in cui la ricerca italiana ha un impatto medio superiore (15,1 citazioni per pubblicazione) a quello mondiale (13,1 citazioni per pubblicazione) e dei paesi Ocse (14,6) ed in linea con quello medio europeo (15). Nel confronto con i principali Paesi europei, l'impatto della ricerca italiana è superiore rispetto a quello della Spagna (14,1), in linea con la Francia (15,3) ma inferiore a quello di Germania (16,5), Olanda (19,9), Regno Unito (18) e Svezia (17,8).

Cresce anche il numero di pubblicazioni
Nel settennio della valutazione Anvur (2004-2010) il tasso di crescita medio annuo delle pubblicazioni italiane (+4,7%) è superiore alla media europea (+4,1% nell'Europa a 15 paesi) e Ocse (+3,9%), ma inferiore a quello media mondiale (+5,2%). Nel confronto con i principali Paesi europei, le pubblicazioni italiane crescono di più di quelle di Francia (+3,4%), Germania (+3,6%) e Regno Unito (+3,5%), ma meno rapidamente che in Olanda (+5,8%) e Spagna (+7,9%). La quota di pubblicazioni italiane si attesta nel periodo 2001-2010 al 4,4% rispetto al totale mondiale: era il 2,6% nel decennio 1981-1990, «ad indicazione - spiega il rapporto - di una progressiva tendenza all'aumento della presenza italiana nelle rete internazionale della ricerca».

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