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Questo articolo è stato pubblicato il 24 luglio 2013 alle ore 16:35.

Una «card» per ogni esigenza

Carte di credito, bancomat, revolving, co-branded: l'offerta di strumenti di pagamento elettronici da parte delle banche è andata moltiplicandosi negli anni. E se molti utenti hanno un'idea chiara delle funzionalità dei diversi prodotti, c'è chi ancora può avere qualche perplessità di fronte alle numerose opzioni: quella carta sponsorizzata dalla grande catena di ipermercati serve davvero, o è solo una trovata di marketing? E il revolving conviene, o è meglio tenersene alla larga? Non c'è una risposta unica. Tutto dipende dal profilo del consumatore, dalle sue abitudini ed esigenze di spesa. Per prendere una decisione consapevole è bene chiarirsi le idee sulle caratteristiche e sui punti di forza di ogni tipologia di carta di pagamento.

Caratteristiche
Le carte di debito, o bancomat, permettono di prelevare contanti dagli sportelli Atm e di effettuare pagamenti presso gli esercenti convenzionati e dotati di postazione Pos. Le spese vengono addebitate immediatamente sul conto corrente cui è legato il prodotto. Nel caso delle carte di credito, invece, le spese non vengono conteggiate subito, ma in un saldo unico di solito con cadenza mensile. In pratica, i soldi restano disponibili sul conto corrente sino alla fine del mese, quando tutti gli acquisti vengono addebitati.
In entrambi i casi, ci sono altre caratteristiche base da considerare. A partire dal circuito di pagamento: Visa, Mastercard, American Express sono tra i più diffusi a livello internazionale e permettono di effettuare pagamenti in milioni di negozi e siti di e-commerce in tutto il mondo. In secondo luogo bisogna osservare attentamente le varie voci di spesa: la più importante è il canone, che si aggira intorno ai 30 euro all'anno per le carte di credito e ai 10-15 euro per i bancomat (ma certi conti correnti offrono gratuitamente il servizio). Attenzione anche alla commissione sul prelievo di contante presso gli Atm. Le carte di debito sono più convenienti per questo tipo di utilizzo, con un servizio solitamente gratuito presso la banca emittente e una commissione di pochi euro presso gli altri istituti di credito. Più onerose le carte di credito: si paga una commissione percentuale sulla somma anticipata allo sportello.
Infine, si guardino anche i costi per l'emissione di una carta sostitutiva in caso di furto, smarrimento o smagnetizzazione, e le spese di invio dell'estratto conto, che possono essere facilmente azzerate scegliendo il formato digitale via e-mail.
Tra gli altri fattori da valutare, vi è poi l'ammontare del plafond mensile e giornaliero (entro un range minimo e massimo contrattabile con la banca) e la possibilità di domiciliare le utenze di energia, telefono e internet, gratuitamente o con una commissione aggiuntiva.
Importante memorizzare, nel caso delle carte di credito, la data di addebito della somma senza interessi (solitamente il 15 del mese successivo alla transazione).

Co-branded e revolving
Chi fa spesso acquisti presso un determinato esercizio commerciale potrebbe poi trovare convenienti le carte co-branded, che offrono raccolte premio e sconti speciali per fidelizzare i clienti.
Le carte revolving, infine, sono carte di credito che permettono di rateizzare gli acquisti nel tempo: funzionano come un prestito concesso dalla banca, che anticipa il pagamento per conto del cliente e si fa poi restituire il dovuto in rate mensili. C'è però un tasso di interesse aggiuntivo rispetto alla spesa originaria. Il tasso effettivo globale medio rilevato dalla Banca d'Italia per le carte revolving è pari, nel trimestre luglio-settembre 2013, al 17% per importi fino a 5mila euro, e al 12,13% per cifre superiori. Un sovrapprezzo di diversi punti percentuale anche rispetto ai normali prestiti finalizzati, i cui tassi sono pari, nei due casi, rispettivamente al 12% e al 10,15 per cento.

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