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Questo articolo è stato pubblicato il 01 agosto 2013 alle ore 07:20.

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AVELLINO
Primi indagati per il tragico incidente di domenica scorsa. Sono almeno tre i nomi su cui per ora si concentarno le indagini della procura di Avellino: oltre a Gennaro Lametta, titolare della ditta proprietaria del pullman e fratello del conducente Ciro, deceduto nello schianto, altre due persone sono iscritte nel registro degli indagati e apparterrebbero alla Società Autostrade. Le ipotesi di reato per le quali procedono gli inquirenti sono di concorso in omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Gli inquirenti vogliono capire perché la protezione laterale del new jersey non abbia tenuto nello schianto del pullman di turisti da Telese e Pietrelcina ed è precipitato dalla A16 Napoli Bari all'altezza del viadotto Acqualonga, e procurando la morte di 38 passeggeri.
Quasi ultimata la notifica ai parenti delle vittime del provvedimento con cui è stata disposta l'autopsia sul corpo dell'autista del pullman. Mentre la magistratura irpina ha dato il via libera alla cremazione di 17 salme. Il placet è arrivato dopo un colloquio con il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia che ne ha fatto richiesta su sollecitazione dei familiari delle vittime. Sono tre i filoni sui quali la Procura di Avellino – che ipotizza i reati di omicidio colposo plurimo e disastro colposo – procede per individuare le cause dell'incidente: si vuole verificare se l'autista aveva assunto bevande alcoliche, se il mezzo era efficiente (freni, gomme, revisione, quella avvenuta solo a marzo scorso, per un mezzo del 1995), se erano normali le condizioni della strada che è stata posta sotto sequestro (lavori in corso segnalati, barriera di sicurezza e soprattutto il new jersey coinvolto nell'impatto). Su questi tre filoni si cerca di acquisire elementi dopo le perizie affidate a istituzioni e consulenti e dopo la prima informativa depositata dalla Polstrada in Procura. Per il procuratore di Avellino, Rosario Cantelmo, coadiuvato dal pm Cecilia Annicchino, i tre filoni di indagine «possono concorrere tra loro». Mentre il giudice Cantelmo smentisce la notizia di interrogatori avviati. «Troppo presto – precisa – le indagini sono partite da due giorni e abbiamo bisogno di acquisire informazioni tecniche prima di interrogare».
Il Comune di Pozzuoli ha annunciato che si costituirà parte civile insieme con le famiglie delle vittime. Mentre Pietro Ciucci, presidente di Anas, la società del ministero dell'Economia che gestisce la rete stradale e autostradale, ha precisato: «Anas dallo scorso ottobre non ha più alcuna competenza su quel tratto di strada. In ogni caso senza voler entrare nel merito della vicenda, voglio ricordare che la sicurezza comprende anche altri fattori, come la prudenza adottata di chi guida e il rispetto del codice della strada». Tra i punti su cui dovrà far luce l'inchiesta il rifacimento dei guard-rail : nel 2011 sono stati avviati i lavori dal km 27 al km 50, ma sul viadotto dell'incidente (km 32 e 33) sono rimaste le vecchie barriere. Qui il gestore non era intervenuto nemmeno nel 2009, quando aveva parzialmente rifatto il viadotto. In tutto il tratto campano dell'A16, i km 32 e 33 sono al quarto e terzo posto per numero di incidenti dal 2000 al 2010. No comment di Autostrade a causa dell'inchiesta in corso.
I feriti restano ricoverati negli ospedali di Napoli, Salerno e Avellino: per sei di essi le condizioni di salute sono giudicate molto gravi. Nel capoluogo campano ci sono cinque bimbi al Santobono: due, Francesca e Cristoforo, entrambi di 3 anni, restano gravi ma stazionari nel reparto di terapia intensiva del nosocomio pediatrico partenopeo. In condizioni meno critiche restano altri tre bambini: Arianna, Marco (fratello di Francesca) e Maria. Le condizioni di Marco e Arianna potrebbero consentirne le dimissioni nei prossimi giorni. Molto gravi ma stazionario Gennaro Schiano, 41 anni, ricoverato in rianimazione al Cardarelli di Napoli. La moglie è al San Giuseppe Moscati di Avellino, dove ci sono anche altre quattro persone ricoverate, tra cui una donna in condizioni molto gravi: si tratta di Clorinda Iaccarino, 44 anni, in coma farmacologico e in attesa di un altro intervento chirurgico al bacino. Restano critiche anche le condizioni di sua figlia Simona Del Giudice, 16 anni, che si trova in prognosi riservata nel reparto di rianimazione del Loreto Mare di Napoli. Grave è anche Salvatore Di Bonito, 54 anni, di Pozzuoli, in terapia intensiva nel "Ruggi d'Aragona" di Salerno.
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