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Questo articolo è stato pubblicato il 10 agosto 2013 alle ore 20:46.

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«L'Emilia resta zona a basso rischio sismico». Sindaci (e Lega) insorgono

Minaccia di occupare la sede della Regione Emilia Romagna, la Lega Nord, per protestare contro la classificazione delle aree terremotate dell'Emilia come terre «a basso rischio sismico». È proprio così che vengono identificati i luoghi del sisma del maggio del 2012 dalle mappe regionali di classificazione sismica. L'Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) ha confermato che la zona appartiene alla "classe 3" e non rientra tra le aree ad alto pericolo. Di conseguenza i luoghi funestati dal terremoto non potranno usufruire delle agevolazioni fiscali al 65% per l'antisismica previste dal decreto per l'Edilizia, il cosiddetto "Ecobonus".

I quattro consiglieri regionali della Lega Nord, Mauro Manfredini, Manes Bernardini, Stefano Cavalli e Roberto Corradi, chiamano a raccolta i sindaci del cratere per una protesta su larga scala. «Occuperemo la sala consiliare - annunciano - e i sindaci "terremotati" è ora che ci seguano, magari consegnando la fascia in segno di protesta. È inammissibile e vergognoso che il terremoto del maggio scorso, che ha causato 28 morti e danneggiato 23.000 imprese, sia considerato di serie B, impedendo in tal modo alle vittime l'accesso ai bonus fiscali». Secondo gli esponenti della Lega «quella riclassificazione s'ha da fare subito. Il governatore (e commissario alla ricostruzione) Vasco Errani deve prendere da subito l'iniziativa».

A confermare, dando la stura alle polemiche, che l'Emilia Romagna è stata inserita nella "classe 3" di pericolosità sismica è stato proprio il direttore dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Bologna, Andrea Morelli, che ha annunciato come - nonostante i fenomeni sismici del maggio 2012, a cui sono seguite nei mesi successivi centinaia di scosse - non ci siano «al momento iniziative che vadano nel senso di una revisione della mappa». Per «cambiare i parametri di valutazione per le classi di rischio - ha precisato - servirebbe una decisione politica che cambiasse complessivamente i parametri di valutazione per le classi di rischio, che però renderebbe la costruzione degli edifici economicamente difficile da sostenere». «Attualmente la mappa - ha chiarito - non si basa sui massimi valori attesi per ogni zona ma sulla possibilità di avere un certo terremoto in un certo arco di tempo».

I sindaci del cratere non hanno certo digerito di buon grado la decisione dell'Ingv e lo scontento serpeggia. «È una classificazione che suona come una beffa – protesta Maino Benatti, sindaco di Mirandola, una delle zone maggiormente colpite dal sisma –, dopo due terremoti di questa portata ci deve assolutamente essere un ripensamento da parte dei geologi e della politica. Non si può ragionare come prima del 19 maggio 2012. Ora le cose sono cambiate e noi vogliamo dei chiarimenti». Sul fronte dei sindaci critici anche Rudi Accorsi, primo cittadino di San Possidonio (Mo) e Carlo Marchini, sindaco di Concordia sul Secchia (Mo). Il senatore del Pd Claudio Broglia, sindaco di Crevalcore, centro del bolognese funestato fortemente dal terremoto, preme perchè gli eco-bonus siano estesi anche alle zone colpite dell'Emilia. Per questo motivo ha firmato, insieme ai parlamentari modenesi del Pd, Davide Baruffi e Stefano Vaccari, un ordine del giorno in cui chiede al Governo di rivedere l'esclusione dell'Emilia dalle agevolazioni fiscali. «Abbiamo domandato – spiega Broglia – risorse aggiuntive per trovare le coperture finanziarie e ora il Governo sta valutando la nostra richiesta». Il deputato di Sinistra Ecologia e Libertà, Giovanni Paglia, ha proposto, dal canto suo, di «ampliare le classi di rischio» per inserire anche il "cratere" tra le zone da agevolare.

Intanto, la prossima settimana i consiglieri della Lega Nord presenteranno una risoluzione sulla questione che – assicurano – «pretenderemo venga calendarizzata nella prima seduta utile dell'Assemblea Legislativa». Nel frattempo, chiamano alla rivolta «sindaci, comitati, associazioni e cittadini». «Invitiamo tutti a essere presenti in aula il giorno della discussione – ribadiscono - e ai sindaci diciamo di partecipare alla protesta, anche consegnando la fascia e presentando le dimissioni se sarà necessario. Il momento della tolleranza è finito».

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