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Questo articolo è stato pubblicato il 17 settembre 2013 alle ore 15:59.
Neelie Kroes (Reuters)
Sul rischi di un incremento delle contraffazioni on line di prodotti alimentari scende in campo la Commissione Ue. Il Commissario Ue all'Agenda digitale, l'olandese Neelis Kroes ha scritto all'Icann (Internet corporation for assigned names and numbers), l'istituto che gestisce l'utilizzo ai nuovi domini ".vin" e ".wine", per chiedere cautela nell'assegnazione di nuovi suffissi internet e soprattutto un maggiore raccordo con le norme Ue in materia di diritti di proprietà intellettuale e di denominazioni d'origine.
Un tema sollevato a maggio dai produttori italiani
Bruxelles quindi scende in campo in maniera decisa su una questione che fu sollevata nello scorso maggio dai consorzi italiani dei prodotti Dop e Igp e dei vini a denominazione d'origine. In sostanza la società Usa Icann aveva avviato la commercializzazione, al miglior offerente, di nuove categorie di domini internet che vanno da ".vin" a ".wine" ma che comprendono anche ".food", ".cheese" o altri. L'allarme fu sollevato pochi mesi fa dall'Aicig (l'associazione dei prodotti alimentari Dop e Igp) e dalla Federdoc (la federazione dei vini a denominazione d'origine) in due distinte lettere indirizzate al Presidente del Consiglio, Enrico Letta, e ai ministri degli Esteri, Emma Bonino, dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato e delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo. Le due associazioni denunciavano come dall'iniziativa Icann si sarebbero potuti registrare indirizzi come "prosciuttodiparma.food", "prosecco.wine" o ancora parmigiano.cheese" senza alcun legame con i prodotti originali. Indirizzi quindi in grado di sovrapporsi a quelli dei prodotti tutelati aprendo un nuovo fronte di confusione nel consumatore internazionale che risulterebbe così sempre meno in grado di distinguere i veri prodotti made in Italy dalle loro imitazioni.
Kroes: nuovi domini solo in accordo con le regole Ue
«In nessun caso – scrive nella propria lettera all'Iccan, il Commissario Ue Neelie Kroes – possiamo essere d'accordo con l'avere suffissi internet come ".vin" o ".wine" senza garanzie sufficienti che saranno protetti efficacemente i diritti e gli interessi dei consumatori e dei prodotti».
Nella propria lettera il Commissario Kroes si dice inoltre fiduciosa che «se saranno aperti seri negoziati fra le parti un accordo in linea con la normativa Ue possa essere trovato. Per questo finché un tale accordo non verrà concluso mi aspetto che l'Icann non vada oltre una mera valutazione iniziale sui suffissi ".vin" e ".wine"».
La responsabile Ue per l'Agenda digitale ha anche aggiunto di auspicare una «discussione sostanziale» fra i rispettivi uffici per capire come l'Icann intenda procedere in modo che i criteri a tutela delle indicazioni geografiche vengano rispettate e comunque trattati alla stregua degli altri diritti di proprietà intellettuale. «Per questo – ha concluso la Kroes – auspichiamo una piena collaborazione su questo tema sia per la nostra fiducia nel buon funzionamento di Icann che per l'approccio tra le parti interessate nella governance di internet».
Cresce il peso del commercio on line di prodotti alimentari
L'iniziativa del Commissario Ue segna così un nuovo passo importante passo avanti su un tema che finora aveva coinvolto solo gli organismi di tutela italiani. Un tema invece di grande importanza considerato il crescente peso del commercio on line dei prodotti alimentari. Secondo i dati resi noti dalla stessa Aicig, il commercio on line in Italia nel 2012 ha raggiunto un volume d'affari di 21 miliardi di euro. Di questi solo 253 milioni hanno riguardato il settore alimentare che però fra i diversi comparti risulta tra quelli più vivaci visto che le vendite on line sono cresciute del 18 per cento.
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