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Questo articolo è stato pubblicato il 19 settembre 2013 alle ore 07:42.

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Leggendo quel che accade in Calabria potremmo parlare di un viaggio con andata e ritorno. La criminalità, infatti, marcia spedita verso forme sempre più evolute di mafia che vedono le cosche come un tassello di un puzzle molto più ampio ma, al tempo stesso, non dimentica le origini rurali. Del resto, verrebbe da dire, il dna è quello e la memoria non tradisce.

Così accade che Corigliano – un comune di 39mila abitanti in provincia di Cosenza – questa estate abbia assistito ad una serie di minacce che avevano tutte lo stesso identico obiettivo: imporre il pizzo sulla guardiania dei fondi agricoli. Una pratica non nuova, anzi vecchia come il sopruso dell'uomo sull'uomo, ma che anche da queste parti aveva lasciato spazio all'evoluzione criminale.

Le voci – per il paese giravano – ma tutto resta nel "si dice e non si dice" fino a quando le chiacchiere diventano fatti. E così è successo che un anziano proprietario di un fondo agricolo, dopo essere stato fermato, ha prima, per forza di cose, subìto, e poi ha denunciato.

L'anziano – che il sito www.altrepagine.it indica con le iniziali A.L. – nei primi giorni di agosto è stato costretto da tre persone a fermarsi mentre ritornava a casa. Da "Padrino" il dialogo, nel corso del quale il proprietario terriero sarebbe stato costretto a rispondere su chi pagasse per vigilare sul terreno. Alla risposta: «Nessuno, me lo guardo da solo!», dapprima è stato costretto a subire il furto di quanto aveva nel portafoglio e poi la stoccata finale: «Dal prossimo mese ci pensiamo noi e devi pagare regolarmente, altrimenti…».

Forse perché quell'"altrimenti" suonava oltremodo minaccioso e lugubre, forse perché il coraggio non deve mai mancare, forse perché la fiducia nelle Istituzioni dovrebbe rappresentare la regola, fatto sta che il proprietario si è presentato dai Carabinieri e ha denunciato tutto. Le indagini sono in corso ma il gesto – una denuncia – vale molto in un territorio, quello di Corigliano, dove le cosche controllano buona parte della vita sociale ed economica e nel quale i colpi inferti da Forze dell'Ordine e magistratura alle cosche, lasciano spazio a cani sciolti che imparano l'abc della criminalità per poi tentare di salire i gradini.

Meglio, dunque, prevenire, piuttosto che combattere.

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