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La coperta corta di Saccomanni: dallo stop dell'Iva alla cancellazione della seconda rata Imu, cercasi 5,7 miliardi in tempi stretti

La somma da tirare fuori da qui a fine anno è 5,7 miliardi (almeno). Sono le risorse che il ministero dell'Economia dovrà individuare, in un arco di tempo molto stretto, per coprire lo stop dell'aumento dell'Iva per altri tre mesi, cancellare la seconda rata Imu del 2013, riportare il rapporto tra deficit e Pil sotto la soglia del 3%, finanziare la cassa in deroga e le missioni all'estero. Senza dimenticare l'impegno preso dal premier Enrico Letta per un alleggerimento del cuneo fiscale: una proposta alle parti sociali non è stata ancora fatta. Entro il 15 ottobre andrà messa nero su bianco la legge di Stabilità. E la quadratura del cerchio andrà comunque trovata. Ecco le principali spese che il ministro Saccomanni dovrà finanziare.

3. Verso la legge di stabilità / L'incubo del rapporto deficit-Pil al 3,1%: 1,5 miliardi per rientrare nella soglia definita da Bruxelles

Una volta "portata a casa" la chiusura della procedura per disavanzo eccessivo aperta da Bruxelles nei confronti dell'Italia, la partita rischia di riaprirsi: nel 2013 infatti l'indebitamento netto potrebbe arrivare in termini tendenziali al 3,1 per cento del Pil, superando la fatidica soglia del 3%, richiesta dall'Europa: dunque lo 0,1% in più rispetto al tetto. Il Governo, si legge nella nota di aggiornamento del Def 2013 approvata dal Consiglio dei ministri, «intende adottare interventi tempestivi per mantenere il deficit entro la soglia del 3 per cento». Il pareggio di bilancio è rinviato al 2015. Entro il 15 ottobre l'Esecutivo deve inviare alla Commissione europea il Documento programmatico di bilancio, che conterrà le stime degli effetti sui saldi di bilancio e sull'economia dei principali provvedimenti destinati a essere inseriti nella Legge di stabilità. Per riportare il rapporto deficit-Pil sotto il limite comunitario, il Governo - e il ministro Saccomanni in primo luogo - deve trovare 1,5 miliardi. Al momento l'idea è quella di intervenire attraverso un mix di aggiustamenti contabili, come ad esempio lo slittamento al 2014 di alcuni pagamenti, e riallocando le risorse all'interno del bilancio. Una serie di soluzioni che, di fatto, non renderebbero necessaria una manovra correttiva.

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