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Questo articolo è stato pubblicato il 30 settembre 2013 alle ore 07:27.

Nella foto l'esultanza del romanista Gervinho, autore di una doppietta contro il Bologna (Ansa)Nella foto l'esultanza del romanista Gervinho, autore di una doppietta contro il Bologna (Ansa)

In una settimana pre-champions con tre partite, guarda caso spicca il volo chi di impegni europei non ne ha. Un dato che nulla toglie alla prova di forza che la Roma ha fornito fino a questo momento. Gioca bene, ha il miglior attacco del campionato con 17 gol fatti e una sola rete al passivo, ha talento da vendere, personalità, e un ‘armonia all'interno dello spogliatoio che non si respirava da anni. Ma ha anche un allenatore con la testa sulle spalle che teme i facili entusiasmi di un ambiente che ha voglia di aggrapparsi al sogno e che sa benissimo di non aver giocato ancora, derby a parte, grandi scontri diretti. Il primo sarà quello di sabato prossimo contro l'Inter, a San Siro e poi, dopo la sosta, dovrà vedersela col Napoli. Solo allora sarà possibile una valutazione globale sulle prospettive giallorosse. Adesso è davvero presto, troppo presto, per alzare la cresta. Ma intanto arrivano i record. Mai. In passato, la Roma aveva fatto bottino pieno nelle prime sei giornate. Il posticipo di ieri sera, tra l'altro, è stato una passeggiata di saluta contro un bruttissimo Bologna che ha fatto passi indietro come i gamberi rispetto al turno infrasettimanale contro il Milan. Ancora una volta è Francesco Totti il capopopolo. Le sue giocate catalizzano i difensori avversari e aprono spazi per i compagni che trovano il modo di inserirsi e rendersi pericolosi. Il primo gol nasce però da un'incertezza di Curci. Il portiere del Bologna respinge male su un calcio di punizione battuto da Pjanic e Florenzi non si fa pregare e approfitta infilando la porta vuota con un colpo di testa che sblocca il risultato. Non c'è reazione e allora i giallorossi hanno modo di spingere per chiudere al più presto la pratica. Neanche 10' più tardi Gervinho, illuminato proprio da Totti trafigge di nuovo la retroguardia rossoblù con un rasoterra e prima che scocchi la mezz'ora la gara è già chiusa a tripla mandata grazie al sigillo sugli sviluppi di un corner di Benatia. Solo a questo punto si intravede una reazione degli uomini di Pioli che però non sono fortunati quando il tiro di Diamanti finisce fuori di poco. Non c'è verso di riaprire la partita e nella ripresa la Roma affonda i denti con la doppietta di Gervinho che segna il quarto gol in azione personale incrociando sul secondo palo. Il colpo di grazia è un diagonale di Ljajic. De Sanctis fa il resto frenando con un paio di buoni interventi l'impennata d'orgoglio tardiva dei bolognesi.

E così, la bella Roma, raggiunta ieri dal Napoli al termine dell'anticipo pomeridiano vinto col Genoa, spicca nuovamente il volo e riprende le distanze a quota 18. La squadra di Benitez, due punti dietro, viene raggiunta a sua volta dalla Juventus dopo la vittoria contestatissima nel derby di mezzogiorno, tre punti conquistati di misura grazie a un gol realizzato in netto fuorigioco. L'Inter invece resta a 14. Fa un solo passettino avanti in classifica grazie alla reazione del Cagliari ha lo spirito giusto per reagire subito al gol di Icardi, nella ripresa. C'è evidentemente qualche falla anche nel turnover di Mazzarri che decide di far riposare Palacio preferendo schierare dall'inizio Belfodil. I nerazzurri non riescono a trovare la via del gol anche perché il portiere del Cagliari, Agazzi, dopo le prove desolanti delle scorse settimane, sembra rinate sulle sue stesse ceneri e sfodera una gran prestazione che lo riscatta almeno parzialmente. Almeno quattro gli interventi decisivi solo nel primo tempo. A cambiare la partita è l'ingresso di Icardi, nella ripresa, ancor più di quello di Palacio dai cui piedi parte però l'azione del vantaggio. I due prendono il posto di Alvarez e di Belfodil ma è l'ex sampdoriano a sbloccare il match con un colpo di testa da distanza ravvicinata.

Il Cagliari lotta e non si arrende e viene premiato all'83' quando Nainggolan (ironia della sorte, un indonesiano nella settimana del passaggio di consegne societarie), con la complicità di una deviazione di Rolando, batte Handanovic per il definitivo 1-1. Sembra uscito dal tunnel il Sassuolo, che dopo la batosta con l'Inter ha rialzato la testa fermando prima il Napoli e adesso la Lazio. Il 2-2 contro la squadra di Petkovic ha da una parte confermato i disagi dei biancocelesti e dall'altra i progressi della neopromossa che forse sta trovando una sua dimensione anche in serie A nonostante la squadra brillante salita dalla serie B sia stata completamente stravolta nel suo impianto di gioco. Continua invece il periodo buio per l'Udinese di Guidolin. Netta e brillante la vittoria per 2-0 dell'Atalanta che approfitta dello stato di grazia del suo bomber Denis, autore di una doppietta. Qualche polemica per un rigore fischiato in favore dell'Udinese con il direttore di gara che cambia idea, dopo un consulto con il suo assistente, quando Di Natale è già piazzato pronto a calciare sul dischetto. Decisione presa una volta verificato il fuorigioco precedente del difensore bianconero Danilo. Per la prima volta in questa stagione può esultare anche il Catania che conquista i primi tre punti battendo il Chievo mentre tra le due matricole terribili, Verona e Livorno, hanno la meglio, pur soffrendo un po', i ragazzi di Mandorlini che si impongono per 2-1. La giornata si conclude stasera con il Mondey night tra Fiorentina e Parma.

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