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Questo articolo è stato pubblicato il 25 ottobre 2013 alle ore 11:31.

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Ted Ligety (Olycom)Ted Ligety (Olycom)

Il gigante di Soelden è l'esordio acerbo d'ottobre che può raccontare un'intera stagione di sci alpino. L'anno scorso Manfred Moelgg riuscì a infilarsi al secondo posto tra i due mostri che avrebbero dominato il circo bianco. A vincere fu Ted Ligety, con Marcel Hirscher sul gradino più basso del podio. L'azzurro poi dimostrò una bella fibra, con diversi piazzamenti tra porte larghe e strette, culminati nella medaglia di bronzo conquistata ai Mondiali di Schladming a febbraio. Insomma non è stato un bricco d'argilla tra due panzer, anche se Moelgg ha sempre fallito le sfide dirette, con l'americano che ha vinto la coppetta di gigante e con l'austriaco che ha sbriciolato la concorrenza in classifica generale. Da domenica si ricomincia sul ghiacciaio del Rettenbach in Austria, anzi da sabato con la prova femminile. Un nuovo inverno alle porte con tanto di Olimpiadi in terra russa. Quali risultati attendersi allora dalle squadre italiane? Toccherà intanto convivere con qualche acciacco di troppo.

Partendo da Moelgg, in forse fino all'ultimo causa dolori alla schiena che hanno rallentato gli ultimi allenamenti. Così conviene puntare più carte su Max Blardone e Davide Simoncelli, che non sono più due primizie, ma possono far valere l'esperienza e qualche discreto piazzamento, soprattutto Simoncelli grazie al terzo posto del 2012 a Beaver Creek e il quinto in Val Badia. Blardone invece dovrebbe tornare quello visto due stagioni fa, capace di ruggire quattro volte addirittura, due vittorie e altrettanti podi che nel 2011 avevano segnato una momentanea rinascita. Per non vivere solo al passato possiamo sperare nello sprazzo di un giovane, tipo Giovanni Borsotti. Meglio però non farsi troppe illusioni su questo gigante, che pure tra le donne vede l'Italia in difficoltà. Perché più che una squadra è un rientro di ragazze incerottate.

Mancherà Irene Curtoni, pure lei con la schiena inchiodata, l'azzurra meglio piazzata (decima) nella lista di partenza della federazione internazionale. Il resto è una serie di bentornati eccellenti: Denise Karbon si rimetterà in pista dopo l'infortunio di marzo a Lenzerheide, con doppia frattura al malleolo tibiale e al perone della gamba destra. Stesso discorso per Manuela Moelgg, assente dalle competizioni dallo slalom iridato di Schladming, poi finita sotto i ferri per ripulire la cartilagine di un ginocchio sconquassato. Federica Brignone, vice campionessa iridata a Garmisch e sei podi in Coppa del mondo, aveva salutato anticipatamente il circo rosa a dicembre 2012, per farsi rimuovere una cisti tendinea dalla caviglia destra e sottoporsi al lento recupero. Sulla carta c'è un gruppo fortissimo che però dovrà ingranare nuovamente le marce giuste. Anche perché le avversarie sono delle furie, soprattutto la slovena Tina Maze che a Soelden cercherà il suo quarto successo sul tracciato austriaco. Il re delle statistiche rimane però saldamente Ligety, capace di salire sul podio nelle ultime cinque edizioni disputate.

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