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Questo articolo è stato pubblicato il 01 novembre 2013 alle ore 22:17.

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Gianni Cuperlo (Ansa)Gianni Cuperlo (Ansa)

«Faccio appello agli altri candidati, a Epifani, alla commissione di garanzia: cambiamo le regole in corsa. Fermiamo il tesseramento il prima possibile, entro pochi giorni». Lo ha detto Gianni Cuperlo, candidato alla segreteria Pd, ospite di Otto e mezzo su La 7. «Non è un modo per comprimere la partecipazione - sottolinea - perché le primarie saranno aperte, ma per dire stop alla degenerazione»

Caos tesseramento
La presa di posizione di Cuperlo avviene dopo giorni di polemiche. Il caos sul tesseramento rischia di far implodere il congresso del Pd ancora prima che entri nel vivo. Nuove denunce di code "anomale" ai seggi e di percentuali di nuove tessere anormali si moltiplicano in tutta Italia con scambi di accuse incrociate tra competitors. Per fermare la deriva, Gianni Cuperlo chiede lo stop al tesseramento, provocando l'ira dei renziani, che non ci stanno ad essere accusati implicitamente di essere i responsabili. «Cuperlo chiede l'azzeramento del tesseramento? - si chiede il fedelissimo del sindaco di Firenze, David Ermini - Cioè fatemi capire: Cuperlo candida Crisafulli, lo fa eleggere e poi finge di scandalizzarsi? Prima fanno casino poi si scoprono "verginelle"».

Commissione dei garanti al lavoro
Prova a calmare gli animi Luigi Berliguer, presidente della commissione dei garanti, che sta verificando i casi segnalati: «La risposta sarà rigorosa e severa - assicura - perché un fenomeno di questa natura è totalmente incompatibile con l'adesione al Partito».
Anche se per ora la situazione non avrebbe superato la soglia di guardia. E «il quadro che emerge da questa fase congressuale dimostra un'ampia partecipazione al voto e con essa un protagonismo democratico diffuso»

I veleni e le accuse
Certo è che a Frosinone, a Cosenza come in Puglia i congressi provinciali si stanno svolgendo tra veleni e accuse reciproche. Il segretario regionale pugliese Sergio Blasi descrive, in una lettera a garanti e candidati, descrive una situazione surreale con «dibattiti congressuali tenuti di fronte a pochi iscritti, seguiti da votazioni a cui partecipano file di decine e decine di tesserandi in gran parte sconosciuti alla militanza e tutto sotto la regia di locali mercenari della politica». E si appella alla commissione nazionale chiedendo che «si fermi lo scempio prima che sia troppo tardi».

A Cosenza, l'ex deputato Franco Laratta, candidato renziano alla segreteria provinciale, ha deciso di ritirarsi perché «non ci sono più le condizioni minime indispensabili per celebrare in provincia di Cosenza un congresso all'insegna della trasparenza, dell'equilibrio e nel rispetto delle regole congressuali».


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