Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 10 novembre 2013 alle ore 08:51.

My24

Iniziare una stagione di danza con un risotto offerto agli spettatori e un calice di vino è un coup de théâtre accattivante quanto l'abbraccio dei ballerini al pubblico portato in scena. L'uno e l'altro mettono ulteriore appetito per l'irresistibile Batsheva Ensemble, passato dal Teatro Comunale di Vicenza, e per i suoi futuri appuntamenti: tutti grandi complessi, con una Giselle non tradizionale e, nel ridotto, gli eventi "del contemporaneo" più un paio di film sulle punte. I posti, nella sala maggiore del teatro vicentino – quasi 1.000 –, impongono scelte che un tempo avremmo definito di alta qualità e "popolari". Quest'ultimo termine è però ormai logoro: per ogni tipo di danza urgono necessità e pensiero. Il Batsheva Ensemble, con i suoi sedici, giovanissimi, danzatori mostra, in Deca Dance, spettacolo "a patchwork" solo due priorità e bastano: l'energia fremente dei corpi sapienti nell'aggredire lo spazio in scioltezza persino acrobatica e, in controluce, il metodo "Gaga" che li ha resi tutti simili a pantere.
Messo a fuoco dal celebre coreografo israeliano Ohad Naharin – dal 1990 a capo della Batsheva Dance Company ma anche del giovane Ensemble –, "Gaga" sembra aver soppiantato gli approcci al movimento non accademico sino a ieri più ambiti: la "Contact Improvisation", due corpi o più che soppesano la loro possibilità di creare nuove forme, e il "Release", anti-muscolare e disinibita ricerca di un libero fluire nello spazio. Invece "Gaga", paragonabile alla lallazione infantile, e inizialmente destinato a persone comuni, instilla, "balbettando, balbettando", una conoscenza a tutto tondo del corpo: dalla pelle alle viscere. Per chi è già danzatore, aumenta la capacità di ascolto di sé e dell'altro e la sicurezza nell'oltrepassare ogni limite come ben si nota in Deca Dance .
Contenitore coreografico agito sin dal 2000, il pezzo si riempie ogni volta di frammenti diversi, espunti dal repertorio di Naharin. Non si pensi agli Events di Merce Cunningham: qui nulla è affidato al "caso". Anzi, tra una danza di salti a rana, un morceau del 1987 in cui cinque danzatori sembrano abbeverarsi a secchi; tra un passo a due languido ma aereo persistono: il rito iniziale con le braccia protese, la discesa in platea e la scelta di sole donne per danzare sulla voce chic di Dean Martin. Infine, il cerchio delle sedie sulle quali tutti si accaldano, spogliandosi di giacca e pantaloni neri. Le musiche classiche e pop, vogliono un folk klezmer riadattato; le luci sono anche "disco". È suggestiva la fila in proscenio che si divincola senza parlare; ha una cifra nota, somigliante a certi sfondamenti della terza parete tipici di Pina Bausch. L'opzione, però, è opposta a quella della coreografa di Wuppertal. In Deca Dance non è la danza ad avvicinarsi alla vita, ma la vita alla danza per renderla sopportabile e/o radiosa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Deca Dance, Batsheva Ensemble, Teatro Comunale, Vicenza
Giselle, Balletto di Toscana Junior, Teatro Comunale, Vicenza,
30 novembre-1 dicembre

Commenta la notizia

Shopping24

Dai nostri archivi