Storia dell'articolo
Chiudi
Questo articolo è stato pubblicato il 15 novembre 2013 alle ore 18:06.
L'ultima modifica è del 15 novembre 2013 alle ore 18:14.

«Una copertina vergognosa che merita una risposta immediata». Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha commentato la copertina del settimanale L'Espresso che oggi titola "Bevi Napoli e poi muori". «È - ha detto de Magistris - un attacco premeditato contro Napoli, il titolo è diffamatorio. Quella copertina è peggio di un proiettile».
Il servizio dell'Espresso «rende noti i risultati inediti e sconvolgenti di una corposa ricerca richiesta dal comando americano di Napoli, eseguita da primari laboratori di analisi sulla base di campioni di acqua, cibo, terreni, fumi raccolti lungo l'arco di due anni - dal 2009 al 2011 - su un'area di oltre mille chilometri quadrati e costata ben 30 milioni di dollari».
Rapporto, a quanto riferisce la redazione, trasmesso da mesi alle autorità italiane ma mai reso pubblico e che, in sostanza, asserisce che l'acqua che si beve a Napoli non è sicura, in nessuna zona.
Sull'ipotesi iquinamento delle falde in Campania ha fatto discutere di recente anche il verbale della "confessione" del pentito dei casalesi Carmine Schiavone davanti alla Commissione ecomafie, in una audizione del 1997 i cui verbali sono stati desecretati lo scorso 31 ottobre.
Nella delibera che sarà firmata nelle prossime ore con cui si da mandato all'Avvocatura comunale di agire per vie legali, l'amministrazione chiederà un miliardo di euro di risarcimento. Secondo il sindaco di Napoli, quella realizzata da L'Espresso «non è un'inchiesta, non è una pagina di buona informazione. Io - ha proseguito - mi farei ammazzare per l'indipendenza della magistratura e dell'informazione, ma di fronte a copertine simili ci sarà una reazione dura. L'informazione deve essere di pungolo agli amministratori, ma quella pagina è diffamatoria».
Il sindaco si è detto «molto arrabbiato» in quanto napoletano. «L'acqua di Napoli - ha spiegato de Magistris - è la più controllata d'Italia. Questo è un attacco verso una città che nel 2014 sarà in avanzo, in cui crescono più che altrove i flussi turistici, in cui si è dato seguito alla volontà espressa dal referendum che ha sancito l'acqua pubblica».
Un attacco alla città portato - ha sottolineato il sindaco - «da quei poteri forti che vogliono mettere le mani sulla città in un momento decisivo». Dal sindaco, infine, l'invito rivolto al direttore de L'Espresso a venire a Napoli. "«Napoli - ha concluso de Magistris - ha i suoi problemi che non sono peggio di quelli del luogo in cui il direttore di questo settimanale vive, lavora e guadagna un sacco di soldi».
L'azienda del Comune: «Parametri di potabilità rispettati»
Tutte le caratteristiche dell'acqua distribuita a Napoli da Abc (Acqua bene comune, azienda speciale del Comune) «rispettano i parametri di potabilità disposti dalle leggi vigenti in materia» e la società, quindi, «rassicura i propri utenti» . Per garantire «il continuo controllo dei parametri, Abc Napoli è dotata di un Laboratorio di analisi interno, accreditato e certificato da organismi nazionali e internazionali, mediante il quale effettua oltre centomila analisi all'anno, in numero cinque volte superiore a quanto previsto dalla stessa normativa».
Sulla stessa acqua l'Asl Napoli 1 Centro effettua, ricorda la società, «attività di prelievo e analisi in modo da garantire, in contraddittorio con Abc Napoli, il pieno controllo dei parametri di potabilità dell'acqua distribuita». Questo controllo si traduce «nell'emissione, da parte della Asl, del giudizio di potabilità».
L'acqua approvvigionata da Abc Napoli proviene da fonti quali Serino, Torano-Moretto, Cassino. «In particolare, la fonte del Serino, nell'Avellinese, nota per l'ottima qualità, contribuisce con circa il 35 per cento al fabbisogno totale dell'acqua distribuita da Abc Napoli».
©RIPRODUZIONE RISERVATA








