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Questo articolo è stato pubblicato il 07 dicembre 2013 alle ore 08:23.

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MILANO
Secondo round di interrogatori per l'intermediario Guido Haschke, al processo con rito immediato per corruzione internazionale e false fatturazioni nei confronti di Luigi Orsi e Bruno Spagnolini, rispettivamente ex amministratori delegati di Finmeccanica e di Agusta Westland. Haschke, che è imputato in un procedimento connesso che si svolge con rito abbreviato, è stato interrogato ieri, come lunedì scorso, da Eugenio Fusco, titolare dell'inchiesta, mentre il 13 sarà controinterrogato dalle difese. Nel corso dell'interrogatorio ad Haschke sono stati mostrati dei fogli scritti a mano con una calligrafia che Haschke ha riconosciuto come sua. Nei foglietti, in particolare in uno, c'erano vergate delle cifre (in particolare la scritta 30 milioni di euro) abbinate a sigle che potrebbero riferirsi a politici, militari e apparati burocratici indiani. Perché l'oggetto del processo è proprio questo. La vittoria di Agusta Westland nel bando di gara per l'aggiudicazione di un appalto da 556 milioni di euro per la cessione all'aeronautica indiana di 12 elicotteri modello AW101 Vip. Una vittoria che sarebbe stata conseguita anche grazie a 52 milioni di tangenti che sarebbero state pagate a membri dell'establishment politico e militare indiano. Il documento esibito all'intermediario – secondo l'accusa – dimostrerebbe l'ipotesi di attività illecite che si sarebbero concretizzate nella fase precedente alla gara d'appalto. Haschke, incalzato dal Pm ha spiegato di avere scritto quelle cifre nel 2008 a Londra nel corso di un incontro avvenuto con Christian Michell, coinvolto, come lui nell'affare indiano. «Da quel che ricordo – ha detto Haschke – quello era, secondo lui, il modo in cui doveva essere speso il budget». Di quale budget si trattasse non è chiaro: se ci si fosse dati un limite di spesa ad eventuali esborsi di denaro per conseguire vantaggi competitivi nel corso della gara, oppure se si trattasse di altri capitoli di spesa. Nessun nervosismo tra le difese dei due imputati, che ieri come lunedì erano presenti al dibattimento. Il legale di Orsi, Ennio Amodio, ha commentato: «Nulla è stato fatto di quanto ipotizzato nell'appunto e si può ben dire che finora non è stato raggiunto nel processo nemmeno un principio di prova del reato di corruzione. I lavori di ingegneria assegnati alla Ids (la società tunisina riconducibile ad Haschkle e al suo socio Carlo Gerosa, che aveva rapporti di consulenza di Agusta Westland, ndr) non solo hanno dato luogo alla produzione di materiali indispensabili ad Agusta, ma rientravano tra le attività doverose per il contratto con l'India. Bisognava infatti eseguire degli interventi in territorio indiano in adempimento con quanto stabilito». Il processo continuerà il 13 dicembre: a controinterrogare il teste dell'accusa questa volta saranno gli avvocati dei due imputati.
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LA VICENDA
La gara e il processo
Nel febbraio Agusta Westland vinse un bando di gara per la fornitura da 556 milioni di euro per 12 elicotteri all'aeronautica militare indiana
La fornitura è per ora sospesa: per la vicenda Giuseppe Orsi e Bruno Spagnolini, ex ad di Finmeccanica e di Agusta Westland, sono accusati di corruzione internazionale e false fatturazioni. Il processo si svolge in rito immediato a Busto Arsizio

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