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Questo articolo è stato pubblicato il 05 gennaio 2014 alle ore 08:42.

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Ilaria Vesentini
Al suono della campanella, i partecipanti al via non hanno creato la ressa degli anni migliori, ma non sono stati neanche pochi. Ma se nella prima giornata di saldi la pioggia non ha dissuaso al Centro-Nord così come il sole ha spinto la gente nelle vie dei centri storici al Sud, il viavai di potenziali acquirenti – stimati quasi ovunque in aumento rispetto allo scorso anno – non si è tradotto in un incremento degli incassi.
È il bilancio del primo giorno di saldi nelle grandi città lungo lo Stivale, da Torino a Bari. Un avvio anticipato di due giorni in Basilicata e Campania – senza successo, lamenta Confcommercio Napoli – e accompagnato dall'ottimismo di un'Epifania che cade di lunedì e allunga a tre giorni il weekend di shopping. Comunque un avvio preceduto dalle più disparate indagini e valutazioni, tutte però tendenti verso una previsione: la crisi non risparmierà neppure i saldi. Solo per citarne una, secondo Adusbef e Federconsumatori la spesa media delle famiglie italiane subirà un calo dell'11,3% rispetto al 2013, anno in cui vi era già stata una contrazione del 18,8 per cento. «Qui in centro a Bari il sole ha portato sulle strade molta più gente dello scorso anno, ma lo scontrino medio è dimagrito del 10-15% rispetto ai saldi 2013», afferma il responsabile dell'Associazione Borgo Murattiano, Christian Bergamasco.
E anche l'equazione secondo cui chi spendeva e spandeva prima continuerà a farlo non sembra più inattaccabile. «Dal sondaggio in tempo reale tra nostre venti boutique – spiega Gugliemo Miani, presidente dell'associazione di via Montenapoleone a Milano – emerge che in termini di fatturato è andata meglio lo scorso anno. A salvarci sono gli stranieri, i russi in particolare grazie al concomitante Natale ortodosso (il 7 gennaio, ndr)». Da Roma il presidente dell'associazione di via dei Condotti, Giovanni Battistoni, ribatte descrivendo «molti romani e italiani in giro, ma pochi stranieri», con strade gremite di gente «ma con grande cautela all'acquisto».
Tornando a Milano, «il maltempo non ha sicuramente aiutato», spiega Gabriel Meghnagi, presidente dell'Associazione commercianti di Corso Buenos Aires. «Quello che invece rileviamo – aggiunge – è una politica aggressiva sugli sconti. Gli altri anni si partiva al 30%, ora siamo al 50, con punte del 70 delle quali, però, invitiamo a diffidare. Già ieri (il 3 gennaio, ndr) però c'era tanta gente che usciva dai negozi con buste in mano. Com'è possibile che si acquisti tanto il giorno prima dell'avvio dei saldi?».
Domanda che apre a un problema che si trascina da anni: quello di promozioni e vendite sottocosto che vanno avanti tutto l'anno. «La stagione dei saldi è ormai anacronistica. Si abolisca la legge che regola i saldi e si dia il via libera a tutti gli sconti possibili durante tutto l'anno», afferma Pietro Giordano, presidente Adiconsum.
L'e-commerce, infine, sembra poi l'ultimo nemico, in ordine di apparizione, da cui i saldi devono guardarsi. «In Italia per il periodo di Natale – afferma Roberto Liscia, presidente di Netcomm, consorzio di aziende che vendono online – 7,2 milioni di italiani hanno fatto regali online, il 40% in più dello scorso anno. E il 20% di questi ha fatto solo acquisti online».
In questo quadro, a giudicare dalla giornata di ieri, a sfidare la corsa allo shopping virtuale sono rimasti i centri commerciali, ma soprattutto gli outlet. «I nostri "exit poll" di metà giornata indicavano un'affluenza tra il +6% del designer outlet di Barberino e il +14% di Castel Romano fino al +15% della Reggia a Marcianise e i nostri fatturati sono in crescita costante», afferma Roberto Menghesso, country manager di McArthurGlen, cinque outlet in Italia. «La caccia allo sconto – aggiunge – è più marcata al Sud, complice la crisi più acuta, ma a vincere è il modello di acquisto in centri di aggregazione dove in periodo di saldi si portano a casa le griffe anche alla metà di prezzi già scontati tra il 30 e il 70% rispetto al listino ufficiale».
Ottimismo si è respirato anche a Torino: «L'afflusso pare essere positivo, tanta gente come non si vedeva da tempo», dice Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom. Di sicuro file ci sono state davanti allo Shopville di Grugliasco (alle porte del capoluogo) o in via del Corso a Roma, per entrare nei punti vendita del gruppo spagnolo Desigual. Tutti in biancheria per aggiudicarsi i primi cento buoni per due capi in regalo a chi si fosse presentato in mutande. Cosa non si fa per uno sconto.
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