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Questo articolo è stato pubblicato il 08 gennaio 2014 alle ore 06:45.

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Il rinnovo del vertice Alitalia è solo l'antipasto di quella che si annuncia come un'abbuffata. Il 2014 sarà infatti l'anno delle nomine nelle grandi società pubbliche.
Sono in scadenza gli incarichi più importanti. In primavera si completa il mandato triennale dei consigli di amministrazione dell'Eni, la prima società italiana per valore di Borsa (circa 64 miliardi di euro), dell'Enel, di Finmeccanica e Terna, solo per citare le quotate e le più importanti, ma anche di Poste Italiane.
Che ci fa Alitalia-Cai in mezzo alle società pubbliche? Può sorprendere che il dossier della compagnia aerea privatizzata nel 2008 da Silvio Berlusconi attraversi l'arena pubblica, come riferito in un altro articolo in questa pagina, ma questo è l'effetto del piano di salvataggio che ha visto, per volontà del premier Enrico Letta, l'ingresso di Poste tra gli azionisti di Alitalia.
Il governo è in ritardo su una nomina importante, quella di un commissario della Consob, la commissione di controllo sulle società quotate. Dal 15 dicembre la Consob è ridotta a solo due componenti (su tre totali), il presidente Giuseppe Vegas e il commissario Paolo Troiano, perché è scaduto il mandato di Michele Pezzinga. In questo assetto la Consob è di fatto un organo monocratico. Vegas, ex viceministro all'Economia approdato alla Consob tre anni fa per volontà di Berlusconi e Giulio Tremonti, è il monarca perché nelle sedute "collegiali" con Troiano, che si parli di Telecom, di Mps, di UnipolSai o di altro, in caso di divergenze prevarrebbe il presidente. Cè da immaginarsele queste sedute.
Le altre grandi nomine pubbliche saranno decise dalle assemblee degli azionisti previste in maggio, ma le liste dei candidati vanno presentate con circa tre settimane di anticipo. Questa tornata per le società principali vedrà per la prima volta, salvo imprevisti, le nomine fatte da un governo nel quale non c'è la presenza di Berlusconi, perché molti vertici in scadenza sono entrati in carica con un esecutivo guidato da Berlusconi: sono in carica dal 2005 gli amministratori delegati dell'Eni Paolo Scaroni, dell'Enel Fulvio Conti, di Terna Flavio Cattaneo. Tutti confermati da due successivi governi Berlusconi, fa eccezione Cattaneo nell'aprile 2008 fu confermato dal governo Prodi. Massimo Sarmi addirittura è alla guida delle Poste dal 2002, arrivò con il sostegno di Gianfranco Fini. E con l'adesione all'invito di Letta a salvare l'Alitalia si è gudagnato un posto nel paradiso delle prossime nomine.
Letta non ha fatto quasi nessun cambiamento nelle nomine pubbliche l'anno scorso. Questo spinge alcuni a pensare che dal premier delle larghe intese non ci si devono aspettare ribaltoni nella prossima primavera, ma andrà valutato anche l'effetto Matteo Renzi, nuovo segretario del Pd. Scaroni, 67 anni, non ha fatto mistero di puntare a un quarto mandato all'Eni fin da settembre, alla festa del Fatto Quotidiano. Il manager vicentino è anche nel cda delle Generali, dove presiede il comitato remunerazioni (che fa le proposte al cda sullo stipendio e i premi azionari dell'a.d., Mario Greco). Alla fine del governo Monti era corsa voce anche di una candidatura di Corrado Passera come a.d. dell'Eni e di Antonio Catricalà (ora però viceministro) come presidente.

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