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Questo articolo è stato pubblicato il 20 gennaio 2014 alle ore 11:37.
L'ultima modifica è del 20 gennaio 2014 alle ore 15:59.

Il maestro Claudio Abbado aveva devoluto il suo stipendio da senatore a vita alla scuola di musica di Fiesole e a sostegno di borse di studio. E aveva spiegato in un comunicato di averlo fatto «nella convinzione che dando valore alla cultura, il nostro Paese possa guardare con maggior fiducia al futuro e che l'educazione musicale sia fondamentale strumento per lo sviluppo della persona e la qualità del vivere civile». La nomina a senatore a vita di Claudio Abbado, che si è spento oggi nella sua casa di Bologna all'età di 80 anni, aveva scatenato forti frizioni. Il 30 agosto 2013, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lo aveva nominato senatore a vita per i suoi meriti artistici insieme alla ricercatrice Elena Cattaneo, dall'architetto Renzo Piano e al premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia . Nomine che avevano suscitato forti contestazioni da parte di Forza Italia e Lega, che ritenevano i quattro voti dei nuovi senatori a vita una ciambella di salvataggio per il Governo.
Addio a Claudio Abbado
Contestati i meriti
Gli azzurri avevano accusato i quattro neo senatori di essere degli «assenteisti incalliti» venuti solo per spirito di parte. I fedelissimi del Cavaliere, i senatori Lucio Malan e Alberti Casellati, alla Giunta delle elezioni avevano posto la questione sulla sussistenza dei requisiti previsti per la convalida dei senatori a vita, chiedendo un rinvio per l'acquisizione della documentazione necessaria. Si erano associati alla richiesta la Lega con la senatrice Erika Stefani, e Vito Crimi del Movimento 5 Stelle. Sul fronte della residenza fu accusato da media vicini al Cavaliere di essere «semitaliano». Ipotesi smentita dall'Agenzia delle entrate: «Mai contestato ad Abbado di avere la residenza a Montecarlo». Pd e Scelta civica, per voce di Luigi Zanda e Benedetto Della Vedova, erano invece scesi in campo a favore dei senatori a vita definendo «ridicola» la questione della sussistenza dei requisiti per persone che «rappresentano per il mondo intero la parte migliore del nostro paese e per questo sono motivo di grande orgoglio per l'Italia».
Il comunicato ufficiale di nomina
Nel comunicato ufficiale di nomina si leggeva il seguente profilo biografico: «Nato nel 1933, Claudio Abbado si è diplomato al Conservatorio di Milano. Ha acquisito meriti artistici nel campo musicale attraverso l'interpretazione della letteratura musicale sinfonica e operistica alla guida di tutte le più grandi orchestre del mondo. A tali meriti si è congiunto l'impegno per la divulgazione e la conoscenza della musica in special modo a favore delle categorie sociali tradizionalmente più emarginate. Ha avuto la responsabilità della direzione stabile e musicale delle più prestigiose Istituzioni musicali del mondo come il Teatro alla Scala e i Berliner Philharmoniker; ha ideato istituzioni per lo studio e la conoscenza della nuova musica. Si è in pari tempo caratterizzato per l'opera volta a valorizzare giovani talenti anche attraverso la creazione di nuove orchestre, come la European Union Youth Orchestra, la Chamber Orchestra of Europe, la Mahler Chamber Orchestra, la Orchestra Mozart».
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