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Questo articolo è stato pubblicato il 21 gennaio 2014 alle ore 11:27.
L'ultima modifica è del 21 gennaio 2014 alle ore 11:42.

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La situazione in Ucraina sta sfuggendo di mano, dice l'influente ministro degli Esteri Lavrov, l'uomo dell'intesa sulla Siria che di fatto ha salvato Assad. «Ritengo che gli appelli alla calma lanciati da leader dell'opposizione, come Vitali Klitschko, dimostrino che la situazione sta sfuggendo ad ogni controllo», ha detto Lavrov, commentando le violenze a Kiev tra polizia e manifestanti in atto da domenica.

Il capo della diplomazia russa ha accusato nuovamente il sostegno «vergognoso» di alcuni alti dirigenti europei all'opposizione ucraina, ricordando le visite di alcuni commissari Ue e di alcuni ministri europei ai manifestanti in piazza a Kiev. «La situazione in Ucraina dovrebbe essere risolta senza alcuna interferenza esterna», ha aggiunto.

Si sono intanto fermati, almeno per ora, gli scontri tra polizia e manifestanti antigovernativi a Kiev dopo quasi 48 ore di violenze ininterrotte, riporta l'Ansa. Quattro preti si trovano tra agenti e dimostranti e chiedono la fine delle violenze. Con loro anche delle donne religiose con delle icone sacre in mano che cercano di dialogare sia con i poliziotti che con gli insorti. Nella notte la polizia ha abbattuto parte delle barricate erette dai manifestanti e ha distrutto la loro catapulta.

È salito a 120 il numero dei poliziotti ucraini feriti negli scontri con i manifestanti antigovernativi che continuano senza sosta a Kiev dal primo pomeriggio di domenica. Lo fa sapere il ministero dell'Interno ucraino, specificando che 80 agenti sono stati ricoverati in ospedale.

In Ucraina è entrata in vigore oggi la controversa legge che limita le proteste di piazza, con Kiev trasformata in un campo di battaglia dagli scontri di domenica e lunedì fino a tarda sera tra la polizia e più di 10.000 manifestanti pro-Ue. La nuova normativa, firmata venerdì scorso dal presidente Viktor Yanukovich, é stata pubblicata sulla gazzetta ufficiale, nonostante gli appelli dell'opposizione filo-europea e dell'Occidente per un suo ritiro. La legge proibisce, tra l'altro, di erigere barricate, di entrare in massa in luoghi pubblici, di formare cortei con più di cinque veicoli, di allestire tende e palchi e di distribuire ai manifestanti materiali come i caschi protettivi e i megafoni. È previsto l'arresto per chi si copre il volto con un fazzoletto o un casco. Per i trasgressori sono previste multe e in alcuni casi anche il carcere, fino a cinque anni per chi occupa un edificio pubblico. A rischio anche l'immunità dei parlamentari che potrebbero essere processati con il via libera di una commissione indipendente.

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