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Questo articolo è stato pubblicato il 01 febbraio 2014 alle ore 08:18.

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FIRENZE
L'Arno che, nel centro di Pisa, s'ingrossa come non accadeva da 20 anni; un tratto delle mura medievali di Volterra (Pisa) che crolla imponendo l'evacuazione di alcune abitazioni; 1.200 persone costrette a lasciare le proprie case a Roffia, nel comune di San Miniato (Pisa), per l'erosione dei piedi dell'argine dell'Arno; e ancora strade e campagne allagate, circolazione ferroviaria interrotta, scuole e uffici chiusi, frane e smottamenti in montagna e in collina. È stata una giornata di pioggia e di paura, quella di ieri, per la Toscana già provata dal maltempo dei mesi scorsi. «Novanta millimetri di pioggia media caduta nelle ultime 36 ore, con punte di 190 millimetri nel Pistoiese e nella Lucchesia», ha certificato la Regione Toscana, precisando che la pioggia è caduta su terreni giù saturi, con bassa capacità di assorbimento. Ancora incerta la stima dei danni causati dal maltempo, anche se è destinata a salire nei prossimi giorni. Anche perché la protezione civile regionale ha prorogato l'allerta meteo per le forti piogge di altre 24 ore, fino alla mezzanotte di oggi. L'avviso di criticità riguarda tutta la regione, eccetto le province di Massa Carrara e Arezzo.
Le difficoltà maggiori ieri sono state in provincia di Pisa. Nella città della della Torre pendente, il sindaco Marco Filippeschi ha disposto la chiusura degli uffici pubblici e il divieto di accesso al centro, dopo che nella notte tra giovedì e venerdì il prefetto Francesco Tagliente aveva convocato il centro coordinamento soccorsi e deciso il montaggio delle paratìe per arginare la piena dell'Arno, diramando l'allerta a ospedali, scuole, istituzioni. L'ondata di piena, prevista tra le 10 e le 11 con una portata tra 2.500 e 3mila metri cubi al secondo, è passata senza esondare, aiutata dal vento che non ha ostacolato il deflusso del fiume in mare. Pisa - città d'origine del presidente del Consiglio Enrico Letta, che per tutto il giorno si è tenuto in contatto col sindaco - si è guadagnata così i complimenti del sottosegretario alle Infrastrutture, Erasmo d'Angelis («un esempio nella gestione degli eventi ad alto rischio»), che ha però ricordato come resti «ancora molto da fare per la sicurezza del bacino dell'Arno e degli altri fiumi toscani che in queste ore creano allarmi e provocano danni» (non sono ancora stati spesi i 104 milioni di euro dell'accordo Stato-Regione del 2005). A Volterra il crollo di una trentina di metri delle mura medievali ha comportato l'allontanamento dalle proprie case di 11 famiglie, sistemate da amici, parenti e in albergo. Questa mattina il presidente regionale Enrico Rossi andrà in visita proprio a Volterra, San Miniato e Ponsacco, tra le zone più colpite dal maltempo.
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