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Questo articolo è stato pubblicato il 14 febbraio 2014 alle ore 06:44.

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NEW YORK
Nasce negli Stati Uniti un nuovo impero nei media e nei sistemi di trasmissione televisivi e Internet. Comcast, già il principale operatore di reti via cavo del Paese e casa madre del gigante di spettacolo e informazione NBCUniversal, ha conquistato a sorpresa Time Warner Cable, la seconda società di cable tv, per 45,2 miliardi di dollari in azioni.
Il nuovo gruppo, se approvato dall'antitrust, potrà contare su oltre 30 milioni di abbonati, sommando ai 22 di Comcast gli 11 di TWC. Grazie a dismissioni ipotizzate nell'intesa, di attività con tre milioni di utenti, la nuova Comcast dovrebbe controllare fino al 30% del mercato della pay tv statunitense.
L'offerta di Comcast - che consacra l'amministratore delegato, presidente e erede della famiglia fondatrice Brian Roberts tra i magnati globali dei media - è stata di 158,82 dollari per azione, vicina ai 160 che in passato Time Warner Cable aveva chiesto per considerare una possibile cessione. Il prezzo pattuito è di circa 24 dollari superiore alle quotazioni della vigilia, dopo che TWC aveva già guadagnato il 45% dall'estate scorsa quando voci d'una possibile vendita avevano cominciato a circolare. Comcast, per sostenere il suo titolo da pressioni al ribasso (ieri ha perso il 3,8%), si è inoltre impegnata a un buyback da dieci miliardi a merger completato a fine anno. Ai soci TWC spetterà allora il 23% del nuovo gruppo.
La sorpresa è scaturita dalla prudenza mostrata finora da Comcast nel corteggiare Time Warner Cable, nata da uno spin off del re dei media Time Warner e negli ultimi anni parsa in affanno davanti a più agili rivali nella crescita e nell'innovazione. Comcast aveva lavorato con Charter Communications, quarta società cable del Paese sostenuta dal finanziere John Malone, che aveva offerto 132,50 dollari per aggiudicarsela e rafforzare il proprio impero globale di Liberty Media. L'ipotesi era che Comcast comprasse solo alcuni asset.
Ma TWC ha resistito a Malone e Comcast non voleva schierarsi in una scalata ostile o una battaglia nell'assemblea dei soci. TWC si è inoltre rivolta direttamente a Roberts sollecitando il suo interesse. I negoziati si sono intensificati martedì, portando all'accordo e al voto dei board delle due aziende nella notte tra mercoledì e giovedì. Roberts rimarrà al comando dell'intero gruppo, con la rafforzata attività nei sistemi via cavo affidata al direttore generale e chief executive della divisione, l'ex commando della marina Neil Smith, con l'obiettivo di strappare risparmi per 1,5 miliardi dalle sinergie.
La nuova Comcast avrà quali avversari, sul mercato sempre piu' integrato a combattuto tra media vecchi e nuovi e telecomunicazioni, soprattutto gruppi di telefonia quali Verizon e AT&T. Proprio il fatto che il cavo compete oggi con altre tecnologie boradband, stando all'azienda, dovrebbe aiutare l'approvazione del merger da parte delle autorità. Esistono tuttavia più complesse preoccupazioni monopolistiche che verrano esaminate con cura dai regulator: l'impatto sui costi di servizi e contenuto televisivo e le strategie di «net neutrality», cioè le garanzie di ampio accesso a servizi online ad alta velocità che erano state date dalla società per sbloccare l'approvazione dell'acquisizione di NBCUniversal.
Comcast, oltretutto, nella sua espansione è ormai diventata una potenza assoluta anche nel contenuto, che la fa rivaleggiare con avversari quali Disney, 21st Century Fox, Viacom e Cbs. La società di media NBCUniversal, rilevata tra il 2009 (il 51%) e il 2013 (il restante 49%) da General Electric, vanta in scuderia la casa cinematografica Universal, la rete tv nazionale NBC, una trentina di canali a pagamento tra i quali CNBC, USA Network e Bravo e i parchi tematici Universal Parks. Ma, ha assicurato Roberts, «l'operazione favorirà consumatori e concorrenza».
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