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Questo articolo è stato pubblicato il 17 febbraio 2014 alle ore 07:15.
L'ultima modifica è del 17 febbraio 2014 alle ore 10:15.

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Sono 138 i passeggeri italiani che erano a bordo dell'aereo Ethiopian dirottato. Lo si apprende da fonti aeroportuali dello scalo di Fiumicino. In totale i passeggeri a bordo del velivolo erano 193, tra cui un bambino. Di questi 111 erano diretti a Fiumicino, mentre 82 erano diretti a Malpensa. All'aeroporto di Fiumicino, dalle 5,30 è stata aperta la Sala Blu di Aeroporti di Roma, a disposizione delle persone che attendevano i passeggeri con il volo dell'Ethiopian. Secondo quanto si è appreso, tuttavia, pochi tra familiari e amici dei passeggeri si sono presentati nella saletta. Qualcuno però sarebbe riuscito a parlare al telefono con i familiari a Ginevra.

È il co-pilota l'autore del dirottamento di stamattina all'aeroporto di Ginevra dell'aereo dell'Ethiopian Airlines. Il volo di linea, decollato da Addis Abeba e diretto a Roma, è stato dirottato ma il pilota è riuscito ad atterrare all'aeroporto di Ginevra e tutte le persone a bordo, sono al sicuro. Il dirottatore è stato arrestato. Il velivolo è atterrato nell'aeroporto di Cointrin alle ore 06:05. Il console italiano a Ginevra è in aeroporto per seguire da vicino la vicenda.

Il volo ET702, un boeing 737, era previsto in atterraggio a Roma alle 4:40. Ma il pilota ha lanciato un allarme di sequestro a bordo mentre il velivolo attraversava lo spazio aereo del Sudan. L'aereo è stato intercettato da due caccia dell'Aeronautica militare italiana sullo spazio aereo della Sicilia, dove si sono avute le prime evidenze che si trattasse di un dirottamento. I Caccia hanno quindi scortato l'aeroplano fino in Francia, dove è stato preso in consegna da aerei militari francesi.

L'aeroporto di Ginevra ha riaperto alle 8.45, con la ripresa dei decolli e degli arrivi.

Il dirottatore del volo Addis Abeba-Roma avrebbe chiesto asilo politico alla Svizzera. Agli oltre 200 passeggeri è stato fornito sostegno medico e psicologico all'aeroporto mentre alcuni sono stati perquisiti ed interrogati, riferisce un portavoce aeroportuale.

«Pensavo che il copilota fosse impazzito, da quello che ho capito il pilota è stato chiuso fuori dalla cabina di pilotaggio mentre era andato in bagno. Il dirottamento è cominciato mentre eravamo ancora in Sudan. Poi mi sono reso conto di essere fuori dall'Italia riconoscendo le Alpi. Quando abbiamo iniziato a girare sopra Ginevra ci sono stati momenti di forte paura ". Queste le prime parole all'Ansa di Francesco Cuomo, 25 anni, uno dei passeggeri dell'aereo dirottato in Svizzera.
"Abbiamo capito che era un dirottamento e che si chiedeva l'asilo politico", ha aggiunto Cuomo che proveniva da Nairobi e aveva fatto scalo per cambiare aereo ad Addis Abeba.
I passeggeri - è il racconto - sono stati fatti scendere uno a uno dal velivolo e sono stati fatti sedere per terra, e non sui sedili, degli autobus per motivi di sicurezza. Poi sono stati soccorsi allo scalo di Ginevra. Qui è stata data la colazione ed i primi supporti psicologici. Quindi sono iniziati gli interrogatori per capire esattamente quello che era accaduto.
Il volo partito da Addis Abeba era diretto in Italia con scalo a Roma e Malpensa, ricorda il ragazzo.

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