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Questo articolo è stato pubblicato il 24 febbraio 2014 alle ore 19:09.
L'ultima modifica è del 24 febbraio 2014 alle ore 19:13.

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Sono stati prosciolti gli ex vertici del Sismi, Nicolò Pollari e Marco Mancini, imputati nel processo per il sequestro dell'ex imam di Milano Abu Omar. La Prima Sezione penale della Cassazione ha infatti annullato senza rinvio «perché l'azione penale non poteva essere proseguita per l'esistenza del segreto di Stato», la sentenza d'appello-bis che aveva visto Pollari e Mancini condannati rispettivamente a dieci e nove anni di reclusione. Prosciolti anche gli agenti del Sismi Luciano Di Gregorio, Giuseppe Ciorra e Raffaele Di Troia, condannati in appello-bis a sei anni. La Cassazione mette così la parola fine a questo processo.

I giudici della Suprema Corte presieduti da Maria Cristina Siotto, non hanno dunque accolto le conclusioni del sostituto pg di Cassazione Aurelio Galasso, che stamane, nella sua requisitoria, aveva sollecitato l'annullamento delle condanne con rinvio ad un'altra sezione della Corte d'Appello milanese. Secondo il pg, infatti, i giudici di Milano, nonostante la recente sentenza con cui la Corte Costituzionale ha accolto i conflitti sollevati dal governo sul segreto di Stato, avrebbero potuto vagliare ancora il materiale probatorio per valutare le responsabilità degli imputati. La Cassazione, invece, ha deciso di chiudere qui il processo, come chiesto stamattina dalle difese. Se ci fosse stato un ulteriore procedimento a Milano a carico di Pollari, Mancini e gli altri agenti del Sismi, in ogni caso, il reato sarebbe caduto in prescrizione, i cui termini sarebbero maturati in aprile.
Per gli ex vertici del Sismi, sia in primo che in secondo grado era stato pronunciato il non luogo a procedere «per segreto di Stato».

Era stata proprio la Cassazione (Quinta Sezione Penale), nel settembre 2012, a riaprire il processo a loro carico, annullando i proscioglimenti e disponendo un appello-bis. In sede di rinvio, il 12 febbraio 2013, dunque, la Corte d'Appello di Milano aveva condannato gli imputati. Con la pronuncia della Consulta di circa un mese fa - le motivazioni sono state depositate il 13 febbraio scorso - sono stati accolti i conflitti di attribuzione presentati da palazzo Chigi contro i verdetti della Cassazione e dei giudici milanesi: In tal modo , la Consulta ha di nuovo precisato (si era già occupata del caso nel 2009) i principi riguardanti il segreto di Stato.

«La giustizia c'è. Talvolta il percorso per ottenerla è lungo, però alla fine la verità viene sempre fuori". Lo ha detto all'Ansa il generale Nicolò Pollari, commentando il proscioglimento da parte della Cassazione.
«Per me e per il Sismi da me diretto, che non solo non abbiamo mai fatto queste cose ma abbiamo impedito ad altri di farle - prosegue - l'aver subito quasi dieci di processi e inquisizioni è stato tutt'altro che gradevole. Per usare un eufemismo».

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