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Questo articolo è stato pubblicato il 25 febbraio 2014 alle ore 11:06.
L'ultima modifica è del 25 febbraio 2014 alle ore 12:02.

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Nell'ambito dell'inchiesta Fonsai, la Guardia di Finanza di Torino ha sequestrato 2,5 milioni di euro destinati a Paolo Ligresti. La Gdf ha precisato che i capitali erano «in fuga» verso un conto corrente bancario di Lugano. Il sequestro è stato disposto «in ragione dell'elevato rischio per la sottrazione di beni alla possibile azione della giustizia».

In una nota le Fiamme Gialle spiegano che il sequestro riguarda contanti e titoli della nuova società assicurativa Unipol-Sai. Le operazioni di trasferimento verso un conto corrente bancario di Lugano erano già state disposte, ma la Guardia di Finanza di Torino si é accorta del tentativo effettuato dai Ligresti di veicolare, in territorio elvetico, capitali schermati da una società fiduciaria, é quindi scattato il sequestro, su richiesta del pm Marco Gianoglio su decreto firmato dal Gip del tribunale di Torino Paola Boemio.

L'ordine di movimentare il denaro e le azioni Unipol-Sai era stato disposto da una società fiduciaria, dietro il cui schermo, però, si celano l'ultimogenito della famiglia Ligresti, insieme al padre Salvatore. Il conto di destinazione, invece, é risultato intestato a una società lussemburghese, Limbo Invest SA, anch'essa riconducibile ai membri della famiglia coinvolta nell'operazione «Fisher-Lange». Il provvedimento di sequestro conservativo é stato firmato dal giudice in ragione dell'elevato rischio per la sottrazione di beni alla possibile azione della giustizia. In questa fase, infatti, l'atto cautelare é posto a garanzia delle spese del procedimento e di ogni altra somma dovuta all'Erario, al fine di evitare la dispersione le garanzie del credito.

Nel frattempo si allungano i tempi per la conclusione dell'udienza preliminare del procedimento, in corso al tribunale di Torino, a carico di Paolo Ligresti e altre otto persone sulla passata gestione di Fondiaria-Sai. Il Gup Paola Boemio ha aggiornato l'udienza al 5 marzo prossimo, quando si concluderà la discussione sulle richieste di ammissione come parti civili di oltre 1.500 ex azionisti di Fondiaria-Sai e Milano Assicurazioni.

In quella occasione dovrebbe anche essere stabilita la data per la conclusione dell'udienza preliminare (in via informale si parla del 12 marzo), tenendo conto del fatto che da parte della procura di Torino si punta a riunire questo procedimento con il processo iniziato nel dicembre scorso a carico di Salvatore Ligresti, Fausto Marchionni, Emanuele Erbetta e Antonio Talarico (nei cui confronti si é proceduto con rito immediato), sempre sulla passata gestione di Fonsai.

Questo processo é stato rinviato al 10 aprile prossimo, proprio per dare tempo al giudice Paola Boemio di pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dai pm per il figlio di Salvatore Ligresti, la stessa Fonsai (indagata per la legge 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti) e altre otto persone (sindaci, attuari, dirigenti e revisori della compagnia), tutti accusati di concorso in falso in bilancio, quando solo alcuni degli indagati rispondono anche di manipolazione del mercato.

Il 5 marzo, inoltre, é stato anticipato da alcune difese che chiederanno al Gup di pronunciarsi su una questione di competenza territoriale, in quanto per alcuni indagati il tribunale di Torino non dovrebbe essere competente sulla vicenda, ma trasmettere gli atti in altra sede. Resta fissato in calendario per il 26 febbraio l'inizio del processo a Jonella Ligresti, ex presidente di Fonsai, che ha visto respinta una richiesta di patteggiamento ma che, secondo quanto appreso, potrebbe tentare nuovamente questa carta davanti al tribunale di Torino.

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